Cibo, Ricetta dello Chef
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Waffle, Gaufre

Cialde croccanti esterni e morbide dentro, dove i piccoli alveoli conterranno burro fuso, sciroppo d’acero, miele, panna montata, gelato o cioccolato. Senbra che i waffle siano approdati in America con i Padri Pellegrini che li avevano scoperti durante il loro passaggio in Olanda o nelle Fiandre, un territorio oggi appartenente al Belgio. L’origine si ritiene che si annovera nell’antica Grecia, anche a Malta nel XII secolo si preparavano i Waffle e venivano venduti all’uscita delle…..

chiese durante le festività. I Waffle derivano dalla tradizione delle gaufres o gaufretters, (in francese nido d’ape) cialde cotte dentro due piastre di ferro con superficie decorate e lunghi manici, in origine posizionati su fuochi di legno e risalenti all’epoca medievale (molti di questi antichi stampi, con motivi fantasiosi o emblemi dinastici sono oggi conservati nei musei e alcuni dei più belli si trovano al Musèe de Cluny a Parigi). Nel dizionario dei Fratelli Grimm edito dal primo dell’800 si cita l’esistenza del dolce e della sua composizione. Più sottili dei waffle odierni le gaufre sono i predecessori dei coni del gelato; quando sono calde, infatti, le cialde sono abbastanza malleabili da essere avvolti al cono. Il lievito di birra non solo conferisce alle cialde un aroma più ricco, ma le fa gonfiare di più e le rende maggiormente soffici creando un contrasto con la croccantezza dall’esterno. In Belgio gli estimatori più seri gustano i waffle appena sfornati dalla piastra.

Le gaufre del Belgio sono di due tipi diversi: quelle di Bruxelles hanno un contorno perfettamente rettangolare e un impasto a base di latte, acqua, burro, uova, farina, zucchero lievito di birra e aromi ( vaniglia). Sono delle gaufre poco dolci, solitamente spolverate con zucchero a velo o servite con della panna montata (e/o frutto e gelato). Le gaufre di Liegi hanno contorno smussato, a nido d’ape, e impasto a base di farina, poche uova, latte, burro, lievito di birra, un pizzico di sale, zucchero vanigliato e zucchero in grani (sucre perlè), un tipo particolare di zucchero, a forma di perle appunto, che non si scioglie nell’impasto. Sono gaufre decisamente più dolci di quelle di Bruxelles e si mangiano solitamente senza accompagnamento.

Io ricordo di averli mangiati davanti al municipio di Bruges e proprio sfornati al momento vedendo fumare le due piastre che contenevano quel liquido cremoso versato dentro di un colore giallo di Napoli che tanto amo usare nei mie disegni e schizzi dei paesaggi e di architettura; la stessa luce calda e intensa che si era adagiata a fine giornata sulla facciata del Municipio valorizzando con ombre e sculture come una tessitura di leggera traforata scena da teatro.

Bruges

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