Biennale 2019, Concept
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VIVA ARTE VIVA / video degli artisti II

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I video continuano a essere la presenza virtuale di questi artisti che presto vedremo, ma quanto poi riesca un video, di alcuni minuti, a catapultare la mente e i sensi in un mondo sconosciuto?

Le immagini in movimento o che si montano come sequenza filmica sono necessarie per scoprire altro di un artista di cui non si sono viste ancora delle opere?

La non conoscenza di opere artistiche nel video assume sembianze veritiere?

Assumere aspetti narrativi di un’opera illustrata attraverso un video è forse il fine di questi move, ma quello che cattura i sensi è quello che il video diventa lui stesso un’opera d’arte a prescindere di quello che l’artista ha fatto o farà.

  1. CORDIANO Martin(1975-)

Gli oggetti si dispongono e quasi sembra che non sia opera delle mani dell’artista, ma che siano stati sempre lì per un tempo infinito. Il concettuale e il minimalismo delle sue opere sono insiti nel video che lui ha realizzato.

 

  1. CSÖRGO, Attila (1965-)

Il suono è il meccanismo delle opere? O le opere sono quello che trasmettano il suono e il cadenzare del video?

Sembra un ricercatore scientifico che sperimenta anche  nel video la sua conoscenza e diventa la sequenzialità delle immagini, una conseguenza delle opere che lui realizza.

Conseguenza o conoscenza che determina il montaggio?

 

  1. CURNIER JARDIN, Pauline (1980-)

Qui le parole, le immagini, le riprese sono un’opera sull’opera, come se si fosse steso un velo trasparente in cui gli oggetti realizzati sono visti dalla parte di  riferimento realizzato  e così la bocca diventa l’obiettivo che focalizza e inquadra le opere ed è il “feticcio” che parla per l’artista. Vive sul video, opera su opera. L’artista è totalmente in connessione col suo lavoro, forma mentis è forte nella sua semplicità.

 

  1. DANZ, Mariechen (1980-)

L’opera si fa nel video, non sappiamo se il video ha determinato l’opera o il contrario, ma l’istante è nell’istante, non si separa ciò che avviene e com’è ripreso.

Gli assi s’incrociano e tutto si sfoglia come fosse un libro di pagine in movimento.

  1. DEKYNDT, Edith (1960-)

Il video è l’essenzialità dato dalle opere che si vedono, come le immagini, scorrono fluttuanti perché prive del suono reale che potrebbe definirne il peso e la dimensione spaziale, invece il silenzio è il senso che attiva il senso della vista, lo amplifica rendendo il video sonoro, interno e le immagini entrano nel corpo e si muovono dentro.

 

  1. DÍAZ MORALES, Sebastián (1975-)

Bianco e nero come un film storico, ma non lo è, bianco e nero per vedere meglio i dettagli, ma non ci sono. Il giallo del mistero si muove in quei corridoi e porte chiuse e aperte. Un film racconto, sembra di essere dentro ad un ambiente kafkiano di un castello abbandonato.

La ricerca dell’opera da parte dello spettatore è nel dettaglio che appare improvviso e poi scompare per entrare in un’altra dimensione. Sono lì tutte le immagini basta lasciare trapassarsi come un gioco di  paura o meraviglia.

  1. DOWNEY, Juan (1940-1993)

Artista pioniere del video, che però non utilizza solo questo mezzo artistico, dove anche il disegno, installazioni e pitture sono stati utilizzati da lui, in questo video è intriso di narrazione storica di eventi che ha vissuto in prima persona mescolati con la frenesia di “incollare” le immagini in movimento che spiazzano e scolpiscono anche il rifiuto nel vedere la società e chiedersi l’umano dove sta?

 

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Eliasson Olafur,Green Light-An artistic workshop, Photo Sandro E.E Zanzinger 2016 © Olafur Eliasson

 

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Fishkin, doorway horiz, Courtesy of the artist

 

  1. GRIFFA, Giorgio (1936-)

Bianco e nero e colore che si alterna. Lo studio, il materiale, il segno che si manifesta, come una poesia di gesti, gli strumenti e gli abbandoni e i dettagli cromatici, con il sottofondo semplice della vita del “fare” artistico, la radio che lui ascolta mentre lavora. Tutto semplice e minimale come sono le opere rappresentate con la nudità dello svelare il gesto, il segreto intimo di ogni artista è donato allo spettatore.

  1. GUAN, Xiao (1983-)

Il video utilizza il montaggio di film con più inquadrature montate insieme che fanno vedere contemporaneamente sviluppi artistici contrastanti ma anche che fluttua uno dentro all’altro come immagini multiple. Così il suono dato dal movimento dell’aria è il movimento anche dei capelli, corpo e arte sono inscindibili e il montaggio del video riesce a darne la forza di espressione. Danza è nel dettaglio del corpo e nei piccoli movimenti sonori. L’atto è nel film che è un atto in tutto, risuona come un eco d’immagine montaggio e opere.

  1. GUTIÉRREZ, Cynthia (1978-)

Essenziale quasi come un battito di ali perso alla vista. Prima che si manifesti quella frazione di evento sei in attesa quasi in stallo per vederlo. Tutto misurato nell’inquadratura e nell’ambiente.

ARTE VIVA si compie nel gesto puro e irripetibile.

  1. HAJAS, Tibor(1946-1980)

Un video storico, intenso e narrativo con un narratore è una storia di opere che però è una storia di vita, vissuta nella frugalità delle giornate della condivisione con gli altri e con l’accadere che modifichi la propria vita che scompare inaspettata, senza poter recriminare niente, ma che l’artista che lascia è presente e il video ne riesce a rendere questa presenza fisica non solo sulle opere ma sul personaggio che le ha realizzate.

#BiennaleArte2017 #VivaArteViva

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