Biennale 2019, Concept
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VIVA ARTE VIVA / video degli artisti I

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Il video rappresenta la possibilità di creare una struttura “narrativa” di un evento, vi sono diversi approcci strutturali che poi lo rendono didascalico, provocatorio, educativo, illusorio, fantasmagorico e altri infiniti e mescolamenti tra diversi  termini. Quello che resta è comunque mettere in “movimento” i diversi sensi che lo osserveranno. Tecniche e strumenti di ripresa diventano gli avamposti del processo mentale che si va a manifestare. Poi il montaggio farà il lavoro conclusivo per raggiungere un unico concept.

Questa carrellata di video che la Biennale Arte 2017 mostra dei diversi artisti invitati, è la manifestazione concreta del concetto di Umanesimo che la curatrice Christine Macel ha voluto in questa esposizione intitolata VIVA ARTE VIVA.

http://www.labiennale.org/it/arte/esposizione/artisti/index.html

Queste analisi, sono solo un frammento verbale di possibili aspetti che racchiudono queste opere; sono fatte privandosi di una conoscenza accurata dell’artista e della sua produzione o la sua filosofia, per non venire condizionati da quello che è vedere il video; stare nella sorpresa di ciò che avverrà. Alcuni artisti sfruttano questa possibilità di rimanere “nell’ombra”, altri invece colgono l’occasione di realizzare un vero e proprio racconto o intervista fatta su se stessi, presentarsi o farsi rappresentare da un video è una trasposizione metaforica del se, dal piano fisico a quello temporale e di racchiudersi in un evento che nel futuro sarà sempre visto uguale sia nello spazio che nella loro voce e corpo.

Il video racchiude in un’ampolla di vetro una cartolina spedita a mille e mille diversi mittenti.

  1. ADER, Bas Jan (I942-1975)

Silenzioso come un film storico dove le immagini saltellano e scorrono non fluide, poca messa a fuoco e non regolazione dell’entrata della luce, ma non per questo interessante. Sembra un documentario anche se non documenta un evento artistico o storico, ma solo una giornata semplice e qualunque dove culmina con una scritta a caratteri maiuscoli di “ OCEAN WAVE”.In fondo è un giorno d’estate a Los Angeles a Cape Cod tra Giugno e Luglio del 1975. Nell’essere lungo e lento ha la poetica dell’attesa e dell’aspettativa che può anche essere una semplice giornata di sole.

  1. AL SAADI, Abdullah (1967-)

Ci si avvicina allo studio e l’occhio è quello, di una macchina da ripresa con una lente fisheye Ci sono rumori di fondo, distorsioni dello spazio dello studio che rendono quasi fastidioso essere in quello spazio, come costrittivo, eppure lì è un luogo, forse il suo luogo. Come lo sente o come lo vuole che lo spettatore lo percepisca, forse un NON LUOGO?

  1. ALADAG, Nevin (1972-)

Un video dove vi è il gioco della ripresa di chi riprende insieme alla “performace” che anima questo video. Il gioco delle parti insieme alla semplicità dell’azione artistica di un palloncino giallo che si alza in aria ed emette un suono dato dalla vibrazione dell’aria che esce lentamente; in una giornata plumbea e in un ambiente semplice e non ricercato. Il tutto molto delicato, ma energico nella sua azione teatrale e cinematografica insieme.

  1. ANTUNES, Leonor(1972-)

Il colore nell’architettura in una palazzina progettata dall’architetto Aldo van Eyck a Amsterdam “The Hubertus House 1973-75”. Ci si muove nella palazzina con gli occhi dell’artista che sceglie cosa fare vedere e come far vedere come se si proiettasse nella comprensione che la conoscenza de passato architettonico è essenza per il suo lavoro. Il lavoro dell’artista è guardare qualcosa che ispira la sua mente catturare dei dettagli e imparare a “guardare” e forse insegnarci a vedere con i suoi occhi.

Colore

Forma

Spazio

Riflessi

Geometrie

  1. ARAEEN, Rasheed (1935-)
  2. ARANCIO, Salvatore(1974-)

La sua presenza è fisica nello studio, il suo narrarsi tra le sue materie e suoi pensieri che divagano come le sue opere scorrono nel video, e come scatole cinesi atri video all’interno della narrazione. Bilanciamento tra geometria e natura?

Il passato è nel presente come la rappresentazione di stampe antiche?

Paesaggi montuosi che nascondo eventi veri o immaginati?

Nella calma e descrizione dell’artista le immagini appaiono come un viaggio psichedelico in cui puoi caderci dentro, la struttura però del video è costruita, niente e casuale o improvvisato una disciplina nella trasgressione tra il vero e il falso, calibrato in luce e forme composte tra loro.

  1. ATIKU, Jelili(1968-)

Qui l’artista si avvicina alla telecamera come se fosse li che l’attendeva come se il luogo fosse il protagonista della ripresa che emana luce e raccoglie la dimensione di casa nello spazio, nell’angolo, forse di un cortile. Parla dell’anima dell’Africa e del genere umano. Quello che colpisce in questo video è che l’artista non compie un happening o performance, egli si presenta parlando e spiegando l’importanza dell’arte come un “attivatore” per sensibilizzare il genere umano.

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Atiku Jelili Alaagba, photo©Chiara Cartuccia

  1. ATLAS, Charles(1949-)

Ironico, dissacrante nel presentare l’artista con un personaggio mascherato in modo molto semplice e quasi posticcio e ci chiediamo se non sia lui stesso che si è travestito ?

  1. ATTIA, Kader (1970-)

Una semplice ripresa a 360° del luogo della libreria senza commento, senza audio , sembra più che una ossessione della presenza dell’oggetto libro, come una immersione nel testo.

Testo come fonte?

Spazio come elemento di meditazione sul lavoro?

Ogni ossessione artistica nasconde qualcosa al pubblico e lui è lì che ce lo mostra e lascia a noi l’interpretazione.

  1. ÁVILA FORERO, Marcos (1983-)

La voce fuori campo il testo tradotto e la sua lingua del suo popolo e il susseguirsi delle immagini sono esplicative del suo costruire il “concept” artistico; non vi è un utilizzo del video per essere a sua volta oggetto di lavoro artistico. Presentarsi in modo metodico e didascalico per rafforzare quello che egli fa, per rassicurare il pubblico delle sue scelte e in questo mare in cui perdersi è l’essere artisti.

  1. BANERJEE, Rina (1963-)

L’impronta di una newyorchese è forte, nel modo di rappresentarsi quest’artista affermata rilascia, sicurezza, focalizzazione su come parlare del processo di realizzazione dell’opera e renderla presente nei canali di maggiore comunicazione. La New York che vive a stretto contatto con l’arte che si compie minuto per minuto. La ricerca della materia per le sue opere è nella città che le offre mille spunti e lei li coglie tutti.

  1. BEUTLER, Michael (1976-)

Questo è un video di rappresentazione che trova una bella collocazione nel modo di “raccontarsi” e “narrare” l’opera che viene vissuta in modo ironico ma anche veritiero senza dubbi nel fare vedere come si agisce con la materia senza tenere quel “nascosto” che sembra una grande prerogativa di molti artisti. Fare vedere è come esporsi e lasciare che il mistero si dissolva nell’aria mettendo a nudo e permettendo a qualcuno di dire la fantomatica espressione :” quello lo so fare anche io “.

  1. BINION, McArthur (1946-)

Questo corto ma intenso video che non ha suono se non quello delle immagini è la rappresentazione che un artista autorevole non ha bisogno che sia anche autoreferenziale nelle sue azioni; la parola la lascerà alle opere e soprattutto è un ringraziamento ai suoi strumenti e al suo luogo che li accoglie, opera perché gli oggetti in quella tipologia di arte sono fondamentali.

Essere grandi, senza farsi notare è possibile in questa epoca ?

  1. BLACK, Karla(1972-)

Il gesto di una bambina che si pone nella pittura, nel muovere un pennello più grande delle sue mani, in un bianco e nero del video, senza suono che lascia solo libera la mente a immaginare l’istintività di quell’età.

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Black Karla, Verb Photo © Ronnie Black

  1. BLANK, Irma (1934-)

Artista che fa della scrittura la sua ricerca e nel video si muove all’interno di una galleria in cui sono esposti i suoi lavori diventando un racconto della sua vita, ma anche una descrizione della mostra che è presente in quella galleria. I dettagli delle opere allora si possono vedere con attenzione e con dovizia e il suo parlare sostituisce il suo scrivere. Con un sottofondo ossessivo di un suono emesso dalla scrittura apparentemente riconducibile ad un pennino su una superficie, il tutto è un video molto accademico e ripetitivo com’è la sua ricerca.

  1. BLAZY, Michel (1966-)
  2. BRUSCKY, Paulo (1949-)

Video di un artista provocatorio dove i monosillabi urlati di un personaggio che si spinge su una superficie a specchio da cui possiamo vedere il viso a scatti insieme ai suoni, fanno di questo video una opera a sua volta, lì per essere inghiottita e digerita rilasciando emozioni di curiosità come lo scorrere verso la fine di scritte che sembrano segni o di fine pellicola dei video amatoriali.

Lettere, segni, Provocare o Provocato?

  1. BUCHER, Heidi (1926-1993)

Video anche qui del fare artistico, ripreso da un video dell’artista del 1981, qui la pelle è la superficie del pavimento di un corridoio di una casa che poi esposto e portato fuori per essere riposto per terra nuovamente, la terra dove cresce la natura. Pelli diverse che sono a contatto, dove la tela diventa il supporto su cui trasportarla. Artista intensa che ha lavorato su se stessa e la materia.

  1. CALAND, Huguette (1931-)

La dovizia nel farsi vedere all’opera sulle sue tele che sembrano ricamate come un tessuto delicato e cromaticamente ricercato, parlando del suo eseguire l’opera come usare gli strumenti ed essere in continuo contatto visivo con l’opera stessa senza fretta senza ansia, ma come una meditazione del suo essere in quel luogo e su quel tavolo e su quella opera, non distogliendo, l’attenzione e facendo di tutte queste pratiche di pensiero un ricamo della sua tessitura.

  1. CHARRIÈRE, Julian(1987-)

Azione, si gira,  il set è nel profondo mare, pochi momenti pochi istanti tu sei lì a vedere una composizione umana come un complesso monumentale nel silenzio delle acque, poche cose per inquadrare la composizione è quello che l’artista proietta sullo spettatore che incredulo vorrebbe sapere cosa avverrà dopo.

#BiennaleArte2017 #VivaArteViva

 

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