Arte, Biennale 2019
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VIVA ARTE VIVA / I nove capitoli II

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Arriviamo all’Arsenale e appena si entra nel lungo corridoio a tre navate e sorretto dalle colonne incontriamo il primo padiglione di questo spazio.

Il Padiglione dello Spazio Comune, dove sono riuniti artisti in cui le opere s’interrogano sul concetto del collettivo, sul modo di costruire una comunità.

Costruire una comunità è un’azione che si estende soprattutto sul piano sociale e di strutturare degli spazi abitativi e urbanistici che sono in connessione tra loro. La mostra cerca di porre in modo trasversale e interdisciplinare quello che avviene su strutture territoriali vaste.

Così lo spazio di distanza viene annullato e lo spettatore è collocato su uno spazio ridotto che muove fili annessi tra loro.

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Lee Mingwei, PaolaRicci©Photo

Proprio il filo diventa una struttura invisibile che “lega” in modo metaforico ciò che il filo disegna, demarca, unisce e colora. L’indifferenza tra gli individui il non legame su progetti condivisi o pensieri analoghi ma sviluppati autonomamente è una aspettativa che si ripresenta ora quando era stata esposta negli anni ’60 ’70.

Sembra immutata, disillusa rispetto alle istanze originarie?

Ora con la possibilità di stare in contatto con le persone in modo più facile e veloce e non occorre sempre un contatto fisico e diretto dovrebbe scavalcare la grande paura di una aggressivo “individualismo” invece ci troviamo a dovere porre dei presupposti nuovi e scavalcare le tecnologie per riappropriarsi di un contatto fisico emotivo per elaborare un senso comunitario di “pedagogia universale”.

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Maria Lai , Paola Ricci©Photo

Forse porterà ad illusioni manchevoli e a risultati dispersivi, ma le sfide sono poste e forse gli artisti ci sanno arrivare in modo imprevedibile.

Nel Padiglione Terra si riuniscono le utopie, le constatazioni e i sogni intorno all’ambiente?

La parola “ambiente”, è come dare l’inizio di un discorso che accomuna tutti e forse nessuno. Si protegge l’ambiente perché è quello che ci circonda ma nello stesso tempo lo si riesce a dimenticare perché è scontata la sua presenza. Siamo animali mentali e questo è un deficit perché non percepiamo realmente le priorità che invece l’animale senza moralità invece si attiva nella scala delle priorità e pone al primo posto il luogo dove lui vive non turbandone gli equilibri necessari alla sopravvivenza.

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Charles Atlas, Paola Ricci©Photo

L’arte in questo “ambiente” di speculazioni può fare una differenza può unirsi ai lupi alle scimmie con maggiore determinazione; l’acqua, un bene prezioso, diventa un filo conduttore che attiva la mente che normalmente la vive come scontata senza proteggerla come fonte di ricchezza non sostituibile.

Il potere che ha l’arte è a questo punto provocazione verso l’atro umano che sostiene una unicità sul ruolo di stare sulla terrà, la problematica è quanto entra nella terra questa provocazione ?

Si attecchisce o rimane un momento estemporaneo ?

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OHO, Paola Ricci©Photo

#BiennaleArte2017 #VivaArteViva

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Filed under: Arte, Biennale 2019

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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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