Arte, Arte & Opere, Biennale 2019
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VIVA ARTE VIVA / I nove capitoli I

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La mostra si è aperta al pubblico e gli artisti sono ora “esposti” allo sguardo della gente che si muoverà negli spazi dei Giardini e Arsenale a Venezia per la 57. Esposizione Internazionale d’Arte 2017.

Opere di artisti, percorsi per vederli e scovare i dettagli del loro “fare” sullo spazio perché spesso è lo spazio in cui l’artista si trova ad andarsi a confrontare che determina il lavoro che si vedrà, questa è l’intuizione creativa che avviene quando un artista parte per un viaggio. Altre volte invece l’artista cerca di mettere in dialogo quello che lui fa nel suo studio sulla sua terrà per creare un dialogo sull’altra sponda di terrà che va a scoprire.

Questa Mostra non ha un tema unico eppure coniuga gli artisti insieme e come una “miscela” calibrata tra il “concept” e la diversità e l’unicità di ciascun artista invitato e in questa edizione sono 120 artisti di tutto il pianeta. Il percorso si sviluppa così intorno a nove capitoli o famiglie di artisti con due primi universi nel Padiglione Centrale e sette altri universi che si snodano dall’Arsenale fino al Giardino delle Vergini. Ogni capito costituisce di per sé un Padiglione o un Trans-padiglione, in senso transnazionale, che riprende la storica suddivisione della Biennale in padiglioni. La curatrice Christine Macel sceglie di dare con questo progetto espositivo una visione soprannazionale che trascende dalle singole nazioni presenti con i diversi padiglioni nella Biennale di Venezia. Ecco che in questa mostra i padiglioni non sono separati, ma sono fluidi e la separazione è un passaggio senza interruzione senza aprire porte chiuse ma lasciando che il corpo passi da un punto ad un altro senza varcare soglie diverse.

Si annullano cosi l’”IO” individualista per alimentare un io verso un altro, verso lo spazio comune e lo spazio di condivisione.

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Biennale Arte 2017, Paola Ricci©Photo

Il Padiglione degli Artisti e dei Libri, è la consapevolezza che il fare artistico sta nel luogo nello spazio in cui gli oggetti cadono e sono usati e riusati, l’atelier è il luogo di ricerca ma anche di privato mondo emotivo in cui il silenzio e il distacco sono energie fondamentali per toccare quello che c’è fuori e poi la scrittura non è scomparsa in una era tecnologica perché l’artista ha bisogno come non mai di usare la mano per contattarsi con  l’inchiostro che rilascia le frazioni di pensiero che arrivano come schegge morbide nella sua mente. E’ proprio il senso del libro che presagisce un’epoca di trasformazioni in rapporto al linguaggio e alla conoscenza.

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Paulo Bruscky, Biennale Arte 2017, Paola Ricci©Photo

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Mladen Stilinović, Biennale Arte 2017, Paola Ricci©Photo

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Olafur Eliasson, Biennale Arte 2017, Paola Ricci©Photo

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Edi Rama, Biennale Arte 2017 Paola Ricci©Photo

 

Il Padiglione delle Gioie e delle Paure, evoca il rapporto con due sensazioni che convivono come un ossimoro che si autoalimenta, la gioia spesso spaventa, come amare veramente qualcuno fa paura spostando l’assetto di baricentro in cui si costruisce la propria esistenza; conflitti sociali quando il rapporto si allarga e il rifiuto delle diversità e delle possibili non individuazioni di espressioni collettive.

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Hajra Waheed, Biennale Arte 2017, Paola Ricci©Photo

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Marwan, Biennale Arte 2017, Paola Ricci©Photo

L’ossimoro presenta la vulnerabilità e la fragilità in tutte le sue sfaccettature, ma la forza che presagisce è che occorre essere spostati, alzati da ciascun piedistallo per reinventarsi una ragione non isolata, ma articolata e proprio sulle emozioni da cui si scappa sempre di più in questa epoca assetata di emozioni effimere.

#BiennaleArte2017 #VivaArteViva

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Luboš Plný, Biennale Arte 2017, Paola Ricci©Photo

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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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