Arte, Arte & Opere
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Umano animale / Kiki Smith,1954

Catturare la natura umana è come immergersi nelle contraddizioni e negli ossimori più intensi, mentre l’animale appare chiaro e lineare se è paragonato all’uomo.

Nel dipinto di George Bellow del 1913, Cliff Dwellers, quello che appare, catturato, è il “colore” della folla a New York, Lower East Side, e non sembra di stare  in una parte della metropoli più importate degli Stati Uniti, ma di muoversi in una “foresta-cittadina”, dove i colori vanno dal marrone alla terra bruciata, alla terra di Siena, all’ocra, al verde vescica e al grigio paglierino. Le persone si mescolano ai colori come animali ingabbiati, congestionati in una sovra popolazione di una legge della natura che deciderà chi vince e chi perde.

 

George Bellows, Cliff Dwellers-1913

George Bellows, Cliff Dwellers-1913

Lower East Side, New York

Lower East Side, New York

Kiki Smith affronta l’esistenza umana depositando i corpi in intagli di carta sovrapposti, come fossero sospesi ma costruiti. Il disegno è tra un limite di traccia segnata, ma anche quella stampata e il sovrapporre le carte diverse di leggero spessore non fa che conferire una materia più vicina alla terra che alla carta stessa. La popolazione per Kiki è ancora ingabbiata e il suo disegno diventa una “scansione minuziosa” di una folla che si aggira nella sua New York, dove lei abita tuttora. Sono i cicli di vita e morte che si ripeteranno e la natura animale di aquile o lupi non sono distanti dagli occhi di donne messe davanti allo scorrere del tempo. Sono occhi statici ma intensi, cromaticamente persi verso un infinito che è quello che lo spettatore è catapultato dentro osservandoli.

Paola Ricci©Photo

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Tutti i dettagli dei disegni e degli arazzi sono “trame”, sono così vivi che più ti avvicini e più la materia diventa tridimensionale come poterci entrare. Entri interiormente a un mondo fiabesco che ti cattura, ma in cui ti devi lasciare andare come camminare in una foresta pensando che ti perderai per un tempo breve quanto il racconto sarà vissuto, poi tornerai alla vita quotidiana quando lascerai quell’immagine alle tue spalle.

Paola Ricci© Photo

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Le fiabe evocano situazioni di difficoltà che il bambino riesce, ascoltandole, a rielaborare gli impedimenti che si trova poi a superare nella sua esistenza; cercando nell’immaginario i suoi strumenti  intraspecifici personali; questo notò il psicanalista austriaco Bruno Bettelheim, scrivendolo  nel noto libro “Il mondo incantato”. Il conflitto s’integra come una possibilità di superamento per l’individuo, nella sua crescita.

 

L’artista Kiki Smith fa popolare il suo mondo, con questi animali favolistici, in un racconto dolce ammantato di preziosità come le foglie d’oro e di lapislazzuli iridescenti su fogli leggeri di carta stesi al muro. La nostalgia può essere una delle sensazione che ci lasciano i suoi lavori, come il desiderio di tornare indietro e cercare di “sistemare” ciò che non si è riuscito nella propria crescita ed è questo in cui l’arte è maestra, nel lasciarci “scegliere” sempre a ogni momento di età della nostra vita.

 

Paola Ricci©Photo

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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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