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The Bra/Bif&st 2019

Per il ‘ Panorama Internazionale’ al Teatro Petruzzelli  per Bif&st 2019, il film ‘The Bra” di Velt Helmer del 2018. Il film è straordinario per la sua scelta di sviluppare una storia unica senza utilizzare i dialoghi e per tutti i 90 minuti non se ne sente minimamente la mancanza anzi si ‘ascolta’ come ogni personaggio riesca a esprimere con tale intensità ed ironia e caparbietà d’animo, la propria parte per tutto il film. Musiche sobrie e in sintonia con i suoni dei paesaggi e degli oggetti che risuonano per tutta la storia. Un fatto casuale porterà a sviluppare una storia singolare, divertente e coraggiosa. Il racconto è costruito attorno al personaggio principale che si muove in un mondo corale di diverse persone che si fronteggiano tra l’essere umani, generosi e aggressivi e pericolosi.  

L’autista Nurlan sta andando a Baku per l’ultima volta prima della pensione. Durante il viaggio tra i quartieri della città un reggiseno blu si impiglia nei congegni del treno. Così per sfuggire a quello che sarà il suo cambio di vita in una dimensione di solitudine, Nurlan inizia un viaggio avventuroso. Quello che dovrà attraversare, come spazio temporale, sarà quello del confronto con le diverse personalità femminili. Trovare di chi è il reggiseno sarà una parodia della vita, dell’incontro e dello scontro tra i pregiudizi e i sentimenti. Il regista riesce, con grande ironia e semplicità a realizzare una sceneggiatura dove la mancanza del dialogo diventa quasi una giusta necessità per fare risuonare la comunicazione non verbale del corpo nella sua totalità.

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Azerbaijan

Le diverse donne che incontrerà in questa ricerca avranno diverse tipologie di reazione, come se il reggiseno diventa l’archetipo per parlare di loro come vorrebbero e spesso non l’hanno fatto per se stessi e verso gli uomini che le circondano. Sono i mondi privati che si mettono a confronto con un senso di leggerezza e di sostenuta ironia che cattura lo spettatore curioso e sorpreso per la mancanza delle parole recitate.

Non lo si può considerare un film muto, perché tutto attorno ha un suono e la musica viene anche realizzata da uno dei personaggi del film  che suona uno strumento musicale.

Il lavoro degli attori è stato notevole e pregevole. Nurlan, interpretato da Predrag ‘Miki’ Manojlovic, riesce a plasmare il proprio ruolo con facilità, servendosi di una mimica certamente accentuata, ma mai veramente forzata. 

Poi la storia si arricchisce della straordinaria cornice paesaggistica, delle le verdi colline alla periferia di Baku, capitale dell’Azerbaijan.

Il regista riesce a creare un’idea ancora di più favolistica che già è insita nella storia, creando il contrasto tra la città e la bellezza del paesaggio e dei luoghi completamente diversi per lo sguardo di un abitante occidentale. Fotografia brillante che sa calibrare perfettamente i corpi e le espressioni dei personaggi nei diversi momenti della giornata tra il primo mattino fino alla notte tarda. Sembra di vivere nella fiabesca storia di una Cenerentola che però non è detto che diventerà poi una principessa, ma sicuramente tutti i visi delle donne presenti in questo film rendono elogio alla bellezza come diversa possibilità di esprimersi in diverse forme.

#Bifest2019

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