All posts tagged: Senso

L’inaspettato movimento del corpo e della mente. Il riconoscimento dei propri sensi diventa una esplorazione estetica sensoriale che attiva un apprendimento emotivo per una “disciplina creativa”. Svolgere una relazione visiva con elementi di gusto dedicando un tempo lento che fluisca nella sorpresa, nel fare, e nel sentire.

alt="Giorgione"

La Tempesta / Giorgione ( 1478-1510) I Parte

Giorgione è lo pseudonimo di Giorgio Zorzi nato a Castelfranco Veneto nel 1478 circa e morì a Venezia nel 1510. E’ ritenuto uno delle figure artistiche più enigmatiche della storia della pittura. Non firmava le sue opere, ed è di dubbia ricostruzione il suo catalogo e la determinazione dei significati iconografici di molte sue opere. Fu sulla scena artistica solo per un tempo breve, appena dieci anni, e la sua emerse come un’apparizione folgorante.

alt="Marsilio Editori"

Antonio Ligabue/Renato Martinoni. Marsilio Editori

Nella collana Ricerche la Marsilio Editori pubblica un testo del professore  di letteratura italiana Renato Martinoni all’Università di San Gallo. Questa ricerca storica si avvale di documentazioni che trattano il periodo che va dalla nascita dell’artista Antonio Ligabue 1899 in Svizzera, fino all’anno 1919 in cui è espulso dalle autorità elvetiche perché è giudicato “un individuo mentalmente minorato e socialmente pericoloso”. Arriva così in Italia senza conoscere una sola parola d’italiano, vive nella miseria, deriso, abbandonato al proprio destino.

alt="Marsilio Editori"

La frontiera / Erika Fatland. Marsilio Editori

Questo libro è pubblicato dalla Marsilio Editori nella collana Specchi  con una copertina molto bella. Conosciamo una scrittrice, Erika Fatland, molto interessante e che è presente con un altro volume in Marsilio intitolato “Sovietistan”. Lei è stata nominata nel 2015 tra i migliori autori norvegesi under 35, vincendo il premio per la migliore non-fiction dell’anno, e nel 2016 Literary Europe Live l’ha selezionata tra le dieci voci emergenti più interessanti d’Europa.

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Le calze di nylon. La miniera

Giacinto aveva una lavanderia che gli aveva lasciato suo padre, si trovava nel sottoscala della sua abitazione. D’estate era fresca e d’inverno si riscaldava col vapore dei ferri da stiro. Giacinto  lavorava molto, e gli restava il tempo di osservare il mondo solo attraverso le tre finestre, una dietro l’altra, che si trovavano a livello del marciapiede.