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I gesti umani e l’espressione del corpo sono scissi o uniti alla mente umana;
Questi gesti “parlano” come attività psicofisiche, però diventano muti nel momento che usano atti di comunicazione o assimilazione della comunicazione per non creare interrelazioni con lo spazio circostante e non sono sinestetici.
Lo spazio emozionale è quello nel buio o nel guardare oltre ci fa notare diversi punti di luce quasi invisibili. Questa distanza tra il buio e la luce con le persone nello spazio emotivo può ricollegare la mente con il corpo.
Ogni persona è in grado di vedere la propria emozione in questo spazio interiore e ogni persona può vedere le emozioni degli altri.
Il mio progetto è stare nei luoghi e cogliere questi spazi interiori che una volta visti dalle persone possano ricollegare la loro mente con il loro corpo con un dialogo nuovo e creativo perso nel passato.

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Padiglione Austria / Biennale di Venezia 2019

Discordo Ergo Sum (Discordo quindi sono), questa frase è scritta al di fuori del Padiglione dell’Austria in questa Biennale Arte 2019. Una scritta in corsivo e in bianco data dall’artista austriaca Renate Bertlmann. Quello che fa scorrere alla mente è subito la sua riformulazione all’incipit del principio filosofico “ Cogito ergo sum” (Penso dunque sono).