Architettura & Design, Biennale 2019
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Svizzera/ House Tour Biennale Architettura 2018

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Mancano pochi giorni alla conclusione di questa Biennale di Architettura a Venezia, il tema di questa 16° edizione della Mostra è FREESPACE; i diversi progetti presentati hanno cercato di interpretare il tema. Parlare di tutti i lavori esposti sarebbe stata un’impresa imponente, ma niente mi vieta di continuare a parlarne anche nei prossimi articoli e presentando i  diversi progetti .

Il progetto per il Padiglione della Svizzera, realizzato da Alessandro Bosshard, Liv Tavor, Matthew van Ploeg e Ani Vihervaara, ha vinto il premio Leone d’Oro della 16° Mostra Internazionale di Architettura Biennale Venezia;  ben meritato  questo premio perché l’idea è riuscita nell’intento di “spostare” letteralmente la fisicità del corpo umano nello spazio abitativo che antropologicamente è definito con la “CASA”.

 

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Svizzera, Svizzera, House Tour,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

 

La casa che per antonomasia è il luogo che ripara l’uomo e dovrebbe farlo sentire “LIBERO” di vivere lo spazio come crede e come vuole. Qui i ruoli sono capovolti, o forse è meglio dire che vengono mescolati con la maestria di un  pensatore surrealista che non vuole più “INCASTRARE” il corpo in schemi motori e mentali assodati, ma di divulgare lo spazio “fantastico”. Qualcuno potrebbe pensare che egli racconti come in “Alice nel paese delle meraviglie” o meglio in “Gulliver” come uno spunto per questo progetto; invece il “TOUR” appare  quello che si compie in una casa vuota quando la si va a scoprirla per la prima volta e forse si intende anche comperarla. Acquisire uno spazio non significa appropriarselo, occorre altro perché una casa diventi un luogo in contatto con la fisicità dell’uomo.

 

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Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

 

La giuria della 16a Biennale di Architettura  ha assegnato a House Tour il Leone d’Oro alla migliore partecipazione nazionale. Il giudizio della giuria internazionale composta da Frank Barkow (Stati Uniti), Sofia von Ellrichshausen (Cile), Kate Goodwin (Australia), Patricia Patkau (Canada) e Pier Paolo Tamburelli (Italia) parla di “un’installazione architettonica piacevole e coinvolgente, ma che al contempo affronta le questioni chiave della scala costruttiva nello spazio domestico”.

 

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Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

 

I visitatori che escono da questo spazio hanno un leggero sorriso ironico sul viso e quello sguardo curioso di quelli che hanno scoperto qualcosa di nascosto come in una caccia al tesoro e non hanno avuto bisogno di dover leggere lunghe spiegazioni o interpretare le collocazioni delle didascalie, tutto è stato scorrevole e fluido quasi non preoccupandosi se avevano fatto il giro in senso corretto.

 

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Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

“Vogliamo mostrare ai visitatori un tour di una casa, che offre una sensibilità architettonica esagerata attraverso la quale ognuno osserva le peculiarità della propria casa dalla prospettiva di un estraneo. Con questo contributo ci auguriamo vivamente di aprire nuovi modi di riflettere sul ruolo che svolge l’involucro interno degli appartamenti nel plasmare la nostra vita e la nostra identità. Questo premio” sottolinea Philippe Bischof, direttore di Pro Helvetia “riconosce la grande precisione a livello tecnico e di contenuto della partecipazione svizzera, nonché la qualità dell’esperienza spaziale.”

 

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Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

 

Forse quello che scaturisce nel pensiero, dopo aver attraversato quest’abitazione, è quale valore diamo allo spazio vitale in relazione alle “NORME” conosciute o stabilite?

La modernità dei progetti degli architetti nelle abitazioni tiene conto anche della possibilità di sovvertire le norme che sembrano già acquisite?

Nella presentazione di questo progetto si mette in evidenza come nel corso del Novecento, l’aspetto degli interni delle abitazioni non solo è sopravvissuto alle fluttuazioni degli stili, ma ha veicolato ideologie nettamente contrastanti: a volte austero o lussuoso, artistico o minimalista, cercando di “SODDISFARE” il desiderio il piacere dell’uomo.

Il mostrare una casa vuota non fa parte dell’immaginario collettivo dell’architettura, essa è rappresentata come un involucro che contiene qualcosa che non è architettura ma che veicola la sua conformazione, il suo vuoto è stabilito per accogliere altro, quindi mostrare una casa completamente vuota è spiazzante e disarmante. Le gallerie vuote non sono pensate per essere viste vuote e con le pareti bianche e allora il padiglione della Svizzera impone di vedere questo bianco come la creatività per riflettere per “contemplare” l’essere nel vuoto.

#BiennaleArchitettura2018 #Freespace

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