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Spagna / Viaggio del cavaliere errante

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Chi si mette in viaggio per terre nuove può accadere che si trovi a vivere una vita come in un romanzo?

Se la narrazione spinge a guardare terre nuove allora il romanzo diventa la trasfigurazione del proprio cambiamento. Mettersi in viaggio per diventare un cavaliere errante è un punto fantastico che trasforma le visioni degli spazi e tutto si trasforma in scenari dove i deboli vanno difesi per riparare i torti.

Alonso è diventato don Chisciotte della Mancia e inizia a girare per la Spagna e nella sua “ostinazione” vedrà la realtà con altri occhi; mulini a vento come giganti dalle braccia rotanti, i burattini come demoni e le greggi come eserciti di arabi.

 

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Spagna Tarragona 1990
Canon FT, 35 mm,
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

Combattere contro i nemici per essere battuto e scatenando ilarità in quelli che vedono il lui il folle. Quello che lo scrittore era proprio manifestare l’inadeguatezza della nobiltà e vedere che i cambiamenti portavano alla perdita degli “ideali”.

 

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Canon FT, 35 mm, Spagna, 1990
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

Il coraggio se albeggia nelle personalità talentuose allora permetterà a ciascun un viaggio di vita di trasformazioni. Un aspetto autobiografico su Cervantes fu trasportato nel testo quando con il suo scudiero Sancho liberarono degli schiavi. Quando egli dovette stare cinque anni della sua vita imprigionato in Algeria e tentando la fuga prima che la famiglia lo riscattasse liberandolo.

“Il sangue si eredita, ma la virtù si acquista, e la virtù vale di per sé quel che il sangue non vale” Cervantes.

 

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Spagna 1990
Canon FT, 35 mm, Spagna, 1990
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

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