Arte di scrivere, Viaggi
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Siena/ / Les années de pèlerinage

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6 Vallée d’Obermann

Dietro seguivo le ombre d’infiniti sconosciuti

che sola rincorrevo oscurandomi di solitudine avvolgente del

perché il non riuscire col corpo vuoto ad abbracciarli;

essi entravano come liquidi trasparenti nel mio contenuto svuotato

e sarei rimasta infinitamente a lungo a riscaldarli e a nutrirli

ma le loro bocche erano chiuse, i loro occhi erano chiusi

e con forza aprivo le loro facce incuneando le dita nelle loro bocche

gli aprivo le parole che erano mute.

Ma lentamente si allargava la carne in me colorandosi di stupore la mia pelle fioriva

quando le ombre la toccarono la mia nuova gioia, la mia nuova grazia

che con forza spaventata, titubando spingeva il corpo avanti.

 

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Siena , Toscana ©Paola Ricci Photo 1989
Canon FT, 135mm, AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO

 

Sempre leggero avanzava sospeso

non più precipitando barcollando incerto, ballava, danzava ergendosi

slanciato verso larghe strettoie,

verso baci di distese lenzuola inzuppate di sudore caldo,

leggeri gli sguardi erano disattenti

e pesanti ricadevano nelle mani pronte a sorreggere la disattenzione del dolore della paura,

della fuga del disonore del sentimento

che gioiva nella paura sfuggita.

Incalzante guardavo le fughe

i digrignamenti dei denti dei sapori lasciati dietro calpestati derise invettive;

non devi sfuggire all’amplesso degli immaturi dispiaceri,

guardali, guardali, pesali sostienili come non fai da anni passati

e girali lentamente attorno alle tue dita inumidite da zucchero bianco

sciolto dalla lacrima limpida e serena di tesori sognati desolatamente.

Soffermati, fermati, rallenta, sospenditi, sospeso cammina, sospeso ascolta

ascolta il flusso riprende, evapora ancora

la stemperata é la rabbia, la paura del mancato incontro,

girando la testa rivede il mondo passato come un’aurora di colori

sparpagliati i sapori, i colori, i fulmini dei tuoi muscoli

cospargi d’umori viscerali e le lacrime divengono piogge d’ebbrezza ritrovata.

Dove i pori si allargano si espandono come corolle profumate e indolciate

di salive di baci infinitamente prolungati e straziati d’amore

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