Fotografia, Viaggi
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Salisburgo/La neve sciolta.

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Se la neve non si sciogliesse, sarebbe priva di mistero, non potrebbe racchiudere quella morbidezza che anche da lontano si percepisce come manto di passioni nascoste e raffreddate nella mente di quelle situazioni lontane e perse per un attimo.

La neve comprime quello che non si espande quello che quando arriva in superficie, potrebbe volatizzarsi invece rimane pesante con la materia con la terra assume la condizione di un mistero percepito e che assumerà la sua condizione liquida quando svanirà. Salisburgo è una città dell’Austria che s’incastona in un paesaggio che è modificabile dai punti di vista.

 

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Salisburgo Canon AT1, 35 mm, Kodak Ektachrome 100
Salisburgo 1985, Paola Ricci ©Photo

Se si rimane nelle piazze, essa è contenuta come piccole cialde unite tra loro e che comunicano all’improvviso durante i brevi spostamenti a piedi nella città, ma se si sale sopra per avere una visione dall’alto allora tutto si trasforma non sono più piccole cialde dolci che s’incrociano tra loro ma una montagna rimpicciolita e incastonata di piccole bellezze che fuoriescono come un torrone bianco con le mandorle che appaiono e scompaiono. La neve la nasconde, la neve la trasforma in una materia dionisiaca, come perduta nel passato ma presente nella terra. Sarebbe magica se tutti si fermassero nelle strade e lasciassero che il suono della neve che scende fosse l’unico suono percepito nella città.

 

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Salisburgo Canon AT1, 35 mm, Kodak Ektachrome 100
Salisburgo 1985, Paola Ricci ©Photo

La città ha il fluire del fiume Salzach che lo abbraccia e l’acqua che scorre è ciò che il liquido rimanda al sciogliersi delle memorie esse passano e portano via quello che è stato, in un barocco che arriccia le volute delle architetture come riccioli di burro bianco dispersi tra i vari palazzi. Quello che appare da lontano è che dalla parte più alta il castello cinge come una guarnizione di una torta la morbidezza della musica che aleggia continuamente in questa città; essa è immersa nelle note e quelle descrivono lo sciogliersi della neve che lo scatto fulmineo di un fotogramma non potrà mai rendere.

 

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Salisburgo Canon AT1, 35 mm, Kodak Ektachrome 100
Salisburgo 1985, Paola Ricci ©Photo

 

La fotografia cattura il silenzio se esso regna, ricorda il suono perché la fotografia è forma sulla forma, è confine sul confine e delimita dei contorni che se visivi sono anche strumentali; la fotografia del luogo è lo scatto della memoria che si scioglierà forse nel momento che quel fotogramma è visto. Se poi, il ricondividi allora li perdi e li doni o li lasci sciogliere e devi aspettare la prossima neve perché il suono ritorni e forse sarà diverso.

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