Arte, Arte & Opere, Arte di scrivere, Lasciate fiorire i carciofi
Leave a comment

Rosso

“Se vuoi il suo colore, prendilo e assicurati di possedere quel colore, e non un compromesso infido, mediocre e spurio, con le tinte sbagliate e forme tutt’altro che ingiuste “ John Ruskin.

Mi piace riportare questa frase tratta dal libro di Ruskin “Gli elementi del disegno” per parlare del colore del Rosso. Questo colore va posseduto perché è pura vita che spesso senza……. compromessi, scelto per quello che appare e catturato con tutta la propria anima. I colori non possono essere modificati ma catturati come quando un attimo prima il cielo era blu e poi si tinge di rosso; tingersi sembra l’azione che segna l’immergersi di un colore in un altro, ma cosa ci fa appartenere il rosso come un colore che non cangia ma s’impossessa di noi ?

Paola Ricci disegno dettaglio

Io lascio che la pigmentazione rossa si ponga in “superficie “ rispetto agli altri colori perché, l’emergere dal fondo per galleggiare rispetto agli altri colori, è quello che determina la “forza “ di questo colore. La percezione del coloro è data principalmente da contrasti e opposizioni di valori; il confrontare i valori diversi, rende la percezione un’azione relativa, dove le polarità possono anche essere leggi definibili , ma poi risulterà più importante la capacità estetica di “riconoscere” tale colore con un nome o una mescolanza appropriata rispetto ad un altro.

Il colore può avere comunque un effetto “psichico” sulla persona che lo osserva, fino a toccargli l’anima, così per Kandinskij il rosso è “vitale”, ha un’energia che può essere canalizzata e la sua profondità agisce con una forza centripeta e la sua forma è asserita in un quadrato. Per Kandinskij rimane importante che quello che è ritenuto bello è perché risponde a una necessità interiore; alcuni colori posso essere pungenti e ruvidi altri vellutati e lisci e risulteranno tutti il filo conduttore per entrare nel mondo dell’Astrazione.

Wassily Kandinsky, Macchia rossa 1921

Il rosso è una forma nel quadro, Macchia rossa del 1921 che diventa un’energia che canalizza la sua forza verso un’apertura, un varco nella luce. Tutto nella composizione gira attorno a quella “macchia” e gli equilibri sembrano precari ma ogni forma astratta si dispone sulle energie reciproche e basta spostare o eliminarne qualcuna che l’energia totale sparirebbe in modo definitivo.

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *