Archeologia dell’Ingrediente, Cibo
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Rosmarino

Quando siamo circondati da piante aromatiche,  quello che il nostro olfatto incomincia a fare è veleggiare nello spazio. Non importa dove  ti trovi incominci a muoverti verso gli odori, il profumo ti sposta e la vista dal cielo ti porta alla terra e viceversa.

Queste piante crescono liberamente nella macchia mediterranea e la grande ….maggioranza di queste erbe, attecchiscono ad arbusto diventando “nascondigli” per animali piccoli o uccelli che si spostano sulla terra per ricercare materiale per i propri nidi. La “macchia mediterranea”, come se fosse un colore che si è steso sullo spazio “sporcandone” la superficie? Chi sa come descriverebbe tutto ciò un bambino a cui chiedere questo, forse vedrebbe immagini una dentro l’altra come caverne trasformate in giardini.

Invece sono ecosistemi dove la vegetazione si costruisce su se stessa, come fosse un edificio fatto di  strutture verdeggianti. La “macchia”deriva dalla foreste mediterranea, dove cresce l’erica, l’alloro, il corbezzolo, il mirto e il rosmarino.

Paola Ricci©Paola Ricci

Paola Ricci©Paola Ricci

Il rosmarino ha una fioritura che lascia l’incanto negli occhi perché oltre al profumo ne percepiamo la bellezza del contrasto del verde con il viola , variazioni di verde con variazioni di viola , come se la mescolanza non definisse dove finisce un colore rispetto all’altro, ma solo avvicinando il proprio naso allora la bellezza si manifesta.

I dirupi sassosi possono proteggerlo e si aggrappano le sue radici tra una pietra con l’altra, poi scende più giù verso il mare e i laghi e vicino alle colline. Il fusto è legnoso per renderlo forte al vento che lo fa dondolare nel sopraggiungere di piogge o di mareggiate. La loro fioritura è così lunga da renderlo presente come macchia colorata per quasi la metà dell’anno, da marzo a ottobre.

 

Paola Ricci©Photo

Paola Ricci©Photo

 

Questa pianta, inizialmente nel passato, veniva utilizzata molto per uso medico e cosmetico, poi  per  aromatizzare il cibo in mille possibili combinazioni. Per esempio, abbiamo che l’olio di rosmarino fu scoperto nel 1370, quando un viandante ne fece dono, ad Isabella d’Ungheria, che lo usava per curare i reumatismi.

 

 

Incisione del 1500

 

Poi vi sono anche i racconti di tradizione popolare in cui si dice che i fiori erano inizialmente bianchi, diventarono azzurro-viola per aver assorbito il colore del manto di Maria che vi si nascose durante la fuga in Egitto. Quello che lo rende immancabile è nella preparazione di alcuni cibi come le patate al forno; quel suo profumo e sapore contrasta la dolce morbidezza delle patate, quando si aprono al scrocchiare in bocca. Poi nella crema di ceci, il sapore del rosmarino esalta la delicatezza dei ceci e sembra che la terra incontri il vento salmastro del mare.

Lasciamo che sia  anche il colore a darci creatività,  di preparare il cibo con questo sapore, così il rosmarino è  anche l’ispirazione del gelato che nella sua mescolanza e freschezza si tinge di un lieve color viola quasi come un ciclamino del sottobosco.

Allora anche la Lumaca di Matisse avrebbe voluto assaggiare quel delizioso gelato mentre si nascondeva tra un fiore e l’altro del rosmarino.

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