Arte, Arte & Opere
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Richard Long (1945)

Operare sulla terra, lavorare sul suolo, forse non poteva proprio mancare la “ Land Art” con quello che avviene sulla terra e ciò che fa l’uomo per alimentare il suo corpo; nutrire anche la mente ed con la Land Art questo è avvenuto a meta circa degli anni sessanta. L’artista agiva direttamente sulla terra come chi ama coltivarla per darci frutti che ci regalano, oltre al nutrimento, anche il piacere. Gli artisti andavano a cercare …….spazi incontaminati e a volte anche difficili da raggiungere per poi mettersi in relazione, a questi spazi in azioni estetiche.

Sono legami indissolubili quelli che abbiamo con la terra, il suolo dove appoggiamo i primi passi e poi andremo a riposare per decomporci. In questo fluire, l’uomo aspira a lasciare dei segni proprio sul suolo e l’Arte non è altro che il mezzo per compiere questo passaggio, questo “marcare” l’humus che con altro ci accoglierà.

Land Art è il titolo del film di Gerry Schum che, nel 1969, documenta gli interventi di Michael Heizer, Walter De Maria, Robert Smithson, Richard Long, Dennis Oppenheim, Barry Flanagan e Marinus Boezem.

Richard Long inizia a percorre il suolo lasciando tracce di scrittura sulle sue passeggiate e l’uso della fotografia per narrare questo muoversi per riportare il reale e rivederlo con quello che i suoi occhi hanno visto. La pietra cangia colore, nell’opera intitolata “Roman Line”, con la luce si passa dal grigio al verde e se bagnata si arriva all’intenso verde che annullerà la colorazione grigia e apparirà come la pelle di un serpente con le sue variazioni di colore. L’artista usa questa pietra e segna una linea con le linee e sono poste nella direzione opposta della linea che si andrà a sviluppare nello spazio. I diversi livelli in cui si alzano da terra gli elementi parallelepipedi rappresentano come un intricato e fitto assembramento in cui non si può passare, ma solo saltare o aggirare “ostacolo”. La linea così costruita marca l’antichità di Roma rimanendo collegata alla storia del luogo; il passare del tempo non conta per l’artista che sta a contatto con la terra , il tempo viene marcato per ricordarci che è una nostro processo mentale, mentre la terra si muove continuamente anche senza la presenza del pensiero umano.

Così anche nell’opera “River Avon Mud”, il fiume di fango per Long attraversa come acqua la zona nel centro dell’Inghilterra e con il fango trattiene la materia che è rilasciata sulla tela.

1-Richard Long

“Ho sempre un’idea precisa della complessa forma del lavoro che è un equilibrio della spontaneità di esecuzione. La velocità del gesto della mano è importante perché questo è ciò che rende gli schizzi, che mostra l’acquosità del fango e l’acqua è il soggetto principale e il contenuto di questi lavori, che mostrano la sua natura. E’ una sorta di varietà cosmica che m’interessa; come tutte le pietre sono diverse, tutte le impronte digitali sono diverse, tutte le nuvole sono diverse, ogni spruzzo è diverso, ogni passeggiata è diversa, uno non passa nello stesso fiume due volte”. Richard Long

Sembra che il vento abbia spostato quei segni sulla tela e che la mano dell’uomo non abbia fatto che incoraggiare l’artista a fare che la sua mano si spostasse con quel vento.

2-Richard Long

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