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Regina d’Irlanda

Non poteva più raggiungerla Regina, era scappata e si era dileguata nella valle lasciandosi alle spalle solo l’ombra della nebbia. L’ombra dell’albero era sparita e lui si era dileguato e rimaneva solo l’aperto e disteso impalpabile spazio, dove si diffondeva il sapore di sementi tostati come l’orzo biscottato.

Irlanda -Stout

Il gatto si era nascosto nella casa, nessuno lo trovava più, serviva solo accendere le luci per andare nelle stanze e trovare un posto per riposare e occorreva scrivere cosa fare per il viaggio, dove andare a cercarla; lui non poteva ancora separarsi da Regina sentiva il calore di quel profumo intenso della birra scura sulla sua mano, dove erano scivolate le gocce di condensa.

Sul pane spalmato di burro, con i semi di sesamo sul bordo della fetta, luccicava il coltello dove era sciolto quel sapore fresco di latte, ma non riusciva a calmarsi il suo desiderio per lei.

Regina

Le luci si spensero un attimo e nel buio della casa inciampò contro un mobile e una sedia cadde poi la luce ritornò, proiettando la sagoma del gatto; fu gioia, nel rivedere il rosso del manto del felino che giocava con la scultura di Regina. Lei gli aveva lasciato il pane col burro vicino al bicchiere della birra nera, scura come la notte dei loro pensieri, dove nulla poteva farli riunire solo il caldo sapore dell’orzo tostato rimase sul suo labbro ed egli s’immaginò capovolto come un albero.

Solo allora la luce dei suoi capelli si mescolò con le fronde di quell’albero e tutto forse poteva ricominciare a vedersi in quella nebbia diradata nell’Irlanda scoperta solo allora.

Fracture

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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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