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Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa/ Venezia

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Iniziare questo nuovo anno 2020 con l’arte negli occhi, potrebbe essere un’abitudine che ci rende pieni, e imprime una sensazione di libertà per la nostra immaginazione.

In questo mese di Gennaio e precisamente il 27  si chiude una mostra che consiglio di vedere a Venezia e alla Collezione Peggy Guggenheim. Potrà essere un’immersione di pura bellezza e la comprensione  e conoscenza del lavoro di una donna unica che ha segnato in modo indelebile un’epoca di storia dell’arte contemporanea.

La mostra in questione è a cura di Karole P. B. Vail, direttrice della collezione, con Gražina Subelytė, assistente curatore,  “L’ultima Dogaressa”. Celebra la vita veneziana della sua fondatrice, e fa rivivere, attraverso le opere, le mostre e le scoperte d’artisti che conobbe nella vita e nel periodo trascorso il laguna tra il 1948 e  il 1979. La mostra si focalizza sul collezionismo iniziato dopo il 1948 e dopo la sua partenza da New York. La mostra è capace di ricontestualizzare celebri capolavori come “L’impero della luce” di René Magritte, e “Studio  per scimpanzé” di Francis Bacon.

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René Magritte L’impero della luce (L’Empire des lumières) Empire of Light, 1953–54 Olio su tela/ Oil on canvas 195.4 x 131.2 cm Collezione Peggy Guggenheim, Venezia © René Magritte, by SIAE 2019

Sono inoltre, eccezionalmente esposti per la prima volta al pubblico, una serie di scrapbooks, preziosi album in cui la collezionista raccolse meticolosamente articoli di giornali, fotografie, lettere, e che riveleranno episodi inediti di diverse fasi della sua avvincente vita di appassionata filantropa.

Nelle sale del Palazzo Venier dei Leoni le opere sono quelle che vennero acquistate tra il 1938 quando Peggy aprì la sua prima galleria a Londra.

In questa mostra potremmo vedere i quadri di Jackson Pollock che celebrarono la prima personale in Europa organizzata da Peggy Guggenheim nell’ Ala Napoleonica di Piazza  San Marco a Venezia.

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Jackson Pollock Circoncisione Circumcision, gennaio / January 1946 Olio su tela / Oil on canvas 142,3 x 168 cm Collezione Peggy Guggenheim, Venezia © Pollock-Krasner Foundation / Artists Rights Society (ARS), New

Poi è interessante scoprire due figure femminili nel mondo dell’arte come Grace Hartigan  e Irene Rice Pereira, molto probabilmente poco conosciute.

La mostra espone sculture di Arp, Brancusi e Giacometti, artisti che delimitano il senso dell’essenzialità della forma al limite dell’annullamento totale di un riconoscimento oggettivo.

Nel corso degli anni ’50 Peggy Guggenheim sviluppa anche un certo interesse  verso Francis Bacon e nella mostra è presente l’opera intitolata “Studio per scimpanzé” del 1957.

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Francis Bacon Studio per scimpanzé Study for Chimpanzee, marzo / March 1957 Olio e pastello su tela / Oil and pastel on canvas 152,4 x 117 cm Collezione Peggy Guggenheim, Venezia © The Estate of Francis Bacon. All rights reserved, by SIAE 2019

La mostra include anche opere sull’Arte cinetica e Op art, lavori di Appollonio, Biasi, Boto, Costalonga, recentemente scomparso, Mack, Massironi e Vasarely. Sono tutte opere che utilizzano forme geometriche e strutture di materiali industriali per creare effetti ottici e illusioni percettive.

La prima sala è dedicata a Jackson Pollock, opere come “La donna Luna”, “Circoncisione” e “Occhi nel caldo”. Pollock ebbe la possibilità di essere consacrato proprio dall’incontro con Peggy Guggenheim.

Artista interessante e poco conosciuta è Grace Hartigan con l’opera “Irlanda” del 1958. Artista che non separa, l’astrazione dalla rappresentazione e come dice lei personalmente: “Voglio un’arte che non sia “astratta” né realistica…. Non so dire che aspetto abbia quest’arte, ma penso  la riconoscerò non appena la vedrò”.

Quello che traspare nel lavoro della Hartigan, presente a Venezia, è la forza che ogni singolo colore emana, indipendentemente e in relazione con quello limitrofo. Non c’è spazio per il disequilibrio, tutto è bilanciato dall’energia che sprigiona ogni singola campitura e come è stata stesa sulla tela. Lei fu amica di Jackson Pollock e che conobbe nel 1945 quando si trasferì a New York e insieme ad altri artisti che abitavano in quel periodo nella grande città.

Nel 1957 la rivista Life e poi nel 1959 la rivista Newsweek la consacrano come la più importante e giovane pittrice donna americana.

L’opera intitolata “Irlanda” non separa la superficie cromatica in diversi cromatismi, la grande opera sulla parete si eleva, è come se i colori fossero una connessione di superfici informe che fluttuano nello spazio antistante. Il caldo dell’ocra penetra nell’antistante grigio e l’azzurro a sua volta fluttua nell’ocra, mentre i segni neri non delimitano le campiture, ma ne danno lo spessore di forme che vorrebbero uscire dalla tela.

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Grace Hartigan Irlanda Ireland, 1958 Olio su tela / Oil on canvas 200 x 271 cm Collezione Peggy Guggenheim, Venezia © Grace Hartigan Estate

La Collezione organizza una serie di attività collaterali strettamente legate ai contenuti della mostra. In occasione dell’esposizione, per rendere omaggio alla città che Peggy ha fortemente amato e ai suoi abitanti, il museo sarà aperto gratuitamente ai residenti dei 44 comuni della Città metropolitana di Venezia tutti i giovedì dalle 10 alle 18, dal 26 settembre al 23 gennaio 2020.

Poi a gennaio 2020, e in particolare il sabato 18 gennaio ci sarà l’ultimo “Meet the Curator”. L’appuntamento con le curatrici Karole P. B. Vail, Direttrice del museo, e Gražina Subelytė, Assistant Curator, durante i quali il pubblico potrà approfondire i contenuti dell’esposizione e le scelte curatoriali, che hanno determinato nuove relazioni e inedite connessioni tra le opere esposte.

Sarà un modo “vivo” di stare nell’arte e immergersi nella storicità di periodi artistici fondamentali del XX secolo.

http://www.guggenheim-venice.it/exhibitions/dogaressa/index.html

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