Lasciate fiorire i carciofi, Scrittura
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Paesaggio / Vladímir Vladímirovič Majakóvskij

Paesaggio

Ci sarà la luna.

Ce ne sta

già un po’.

Eccola che pende piena nell’aria.

`E Dio, probabilmente,

che con un meraviglioso

cucchiaio d’argento

rimesta la zuppa di pesce delle stelle.

Vladímir Vladímirovič Majakóvskij

“Eccola che pende piena nell’aria” disse la piccola astronauta che aveva viaggiato con la sua navicella-tinozza grigia e lucente di metallo, che la nonna aveva lasciato nella gran cucina.

Paola vi si era infilata di nascosto coprendosi con un telo perché nessuno la scoprisse prima che fossero tutti andati a letto presto quella sera.

Il cerchio vuoto si riempie con la texturizzazione e diventa luna, poi può essere piena per il gradiente di densità dal chiaro allo scuro e infine il pieno lo vedo anche per lo spazio esterno che disegno. Disegno di Paola Ricci ©

Dai piccoli lucernai delle terrazze interne lei poteva già vedere la luce della luna piena di quella sera che s’infiltrava nella stanza dei pranzi conviviali.

Lei se l’era sempre immaginata la luna che “pendesse” come attaccata ad un filo sottile e trasparente o tenuta da qualcosa o da qualcuno. Questo verbo eliminava ogni suo dubbio o la possibilità di farsi la domanda che tanti altri bambini si facevano: “Com’è possibile che la luna non cada addosso a noi?”

Poi per lei era “piena” perché l’aggettivo l’aiutava a dire che una cosa se la vedo non può essere vuota o priva di materia, così questo la rassicurava perché tutti dicevano che la luna è piena.

Un oggetto ci dà la sensazione che penda perchè è attaccato a qualcosa , però più piccolo è l’oggetto rispetto allo strumento che compie questo atto e meno percepiamo che penda.
Paola Ricci©Disegno

Quando Paola si tolse il telo completamente rimase rannicchiata nella tinozza per vedere le stelle o meglio lei le chiamava i punti di luce che si erano persi nel buio. Ma quella sera era la notte di San Lorenzo e le stelle si spostavano, cadevano, apparivano e scomparivano così piccole ma sguscianti come pesci, come quelli che aveva messo in pentola la nonna per la sua zuppa profumata che solo lei sapeva fare.

Un pesce giallo può esistere in natura , ma se lo disegno solo di puntini gialli è più difficile, allora brilla. Mentre una stella blu è difficile da trovare in natura, oppure non la vedo.
Paola Ricci©Disegno.

“Forse il mare e il cielo hanno qualcosa in comune, perché entrambi sono profondi e di un blu o azzurro?” pensava Paola a voce alta. Hanno in comune il colore e la vastità dello spazio e anche Kandinskij diceva che quando pensiamo ad un colore lo pensiamo per primo all’infinito senza spazio definito e così Paola stava sognando nella sua tinozza.

Il segno conferisce volume e materializzazione , la cromia uniforme relega il cerchio nelle forme multiple con diversi significati. Paola Ricci©Disegno

Ma allora cosa c’entra la zuppa con il cielo? Forse perché il piacere di gustare quel cibo era molto vicino al meravigliarsi di quel cielo stellato e chi sa cosa sarebbe successo se avesse mangiato le stelle si sarebbero messe a nuotare nel suo corpo e poi i pesci in fondo assomigliano alle stelle non per la forma ma per il loro luccichio delle loro squame nell’acqua.

Le emozioni diverse possono non essere tanto distanti quando anche gli eventi sono diversi ma con la metafora noi possiamo creare dei ponti trasparenti che le uniscono come stava insegnando la maestra nella sua classe.

Il cerchio con il mestolo hanno alcuni punti del loro contorno in comune , cioè uno può contenere l’altro e anche in questo caso il colore caratterizza l’aspetto materico di uno dei due soggetti. Paola Ricci©Disegno

Allora Paola avrebbe potuto disegnare un cielo rosso con le stelle se pensava alla zuppa fatta con i pomodori, oppure disegnare una pentola grande che contenesse una parte di cielo con le stelle; anche la sua tinozza poteva essere una grande pentola e lei una delle stelle.

Mancava solo un cucchiaio che avrebbe mescolato il cielo e lei lo pensò d’argento perché con quell’aggettivo aggiungeva un valore connotato di piacevolezza e brillantezza, così lo si poteva vedere in una notte di luna piena e far pendere la sua luna che stava poggiata in quella conca lucente.

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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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