Arte, Arte & Opere, Biennale 2019
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Padiglione Madagascar / La Biennale di Venezia 2019

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Il padiglione del Madagascar appare in questa Biennale di Venezia come una new entry. E’ presente all’Arsenale in uno spazio interno, ma collegato con l’esterno con la luce e l’aria che entra e sospinge in diverse direzioni i fogli di carta sospesi e ancorati al soffitto.

Per il Madagascar si tratta quindi di un evento storico avere una collocazione alla Biennale; l’artista che è stato chiamato a rappresentare la nazione è  Joël Andrianomearisoa (Antananarivo, 1977) che si distingue per l’uso di diversi media che utilizza nella sua ricerca artistica, come il cucito, video, fotografia, scenografia, architettura, installazioni. Curatori del Padiglione sono  Rina Ralay Ranaivo, Emmanuel Daydé.

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Padiglione Madagascar, I have forgotten the night, 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Paola Ricci©Photo

Il titolo dell’opera è “I have forgotten the night”, è la realizzazione di passaggi che il visitatore attraversa è un immergersi in corridoi fatti di morbido movimento della carta, come se fosse risucchiato dal colore nero che incombe dall’alto e portando lo sguardo  fino al soffitto non fa altro che diventare una entità di quella atmosfera. La carta nera non è più un foglio che definisce sembianze e dimensione, è pura massa che disegna pareti da attraversare; lambiscono le acque di un mare notturno messo in verticale. Le sensazioni che innesca sono molteplici, sono depositate come sul fondale oscuro di un mare visto con occhi di meraviglia. Quello che avviene è incrociare gli spostamenti di altri visitatori che si piegano per passare sotto i fogli pendenti dal cielo. Lasciare che le mani sfiorino la superficie morbida della carta e facendola cosi ondeggiare ancora più lievemente, mentre dall’entrata s’incunea la luce, venuta da fuori e che mitiga o scandisce il nero dal tipo di giornata si presenta.

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Padiglione Madagascar, I have forgotten the night, 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Paola Ricci©Photo

“And we have more beautiful nights that your days” Jean Racine.

Tutto si attorciglia e quei fogli su fogli, e altri messi accanto come soffocati da loro stessi. Tutto assume il concetto e il suo contrario e quindi se fosse amore è morte insieme, se fosse giorno è notte insieme, se fosse luce è oscurità insieme.

Non bisogna dimenticare gli opposti che convivono in noi e ci circondano, perché questo non ci rende speciali, ma vulnerabili. Questa vulnerabilità è data dall’accettare di stare nel mezzo del passaggio e questi corridoi di spazio accessibile induce a tagliarli in modo trasversale, di opporsi a un movimento rettilineo e muoversi a zig-zag come prede che si riparano nella notte.

#BiennaleArte2019 #MayYouLiveInInterestingTimes

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Padiglione Madagascar, I have forgotten the night, 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Paola Ricci©Photo
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