Arte, Arte & Opere, Biennale 2019
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Padiglione Germania / Biennale di Venezia 2019

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Siamo ai Giardini di Venezia e il Padiglione della Germania per la 58. Esposizione Arte della Biennale di Venezia, presenta  l’artista Natascha Süder Happelmann. Famosa, alcuni dicono, per aver assunto identità multiple.

Ancora dubbiamo distingue l’arte attraverso l’identità e non per quello che è stato fatto o com’è stato fatto?

L’identità, attraverso il nome, può essere confuso nella trascrizione, invece occorrerebbe essere diversi nell’arco della vita artistica; il sodalizio con la retorica e la routine è qualcosa che appare spesso negli spettatori, mentre molti artisti cercano di staccarsi da questo essere “individuati” e “riconosciuti” in un patter famigliare. Come pelle cadente la lasciano a quelli che voglio incamerarli in con qualcosa o qualcuno.

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Padiglione Germania, Natascha Süder Happelmann, 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Paola Ricci©Photo

Il lavoro presente nel Padiglione Germania “Arkensentrum ( surviving in the ruinous ruin)” ha la forza espressiva di essere pelle diversa in diversi contesti, nomenclature di spazi che non collimano, ma convivono. Il progetto per il Padiglione della Germania è stato realizzato attraverso il Commissario dell’ Ifa, Institut für Auslandsbeziehungen, per conto del Federal Foreign Office. Il curatore è Franciska Zólyom ha lavorato con l’artista che ha sviluppato un progetto dove non sembra, apparentemente, esserci un filo unico e conduttore nelle varie sale, ma l’unione è data dalla “discontinuità” nello spazio per cui l’artista ha invitato altri artisti. Ha prodotto quel “morfismo” non fluido, ma materico. La materia si scontra con altra materia diversa. Contenitori che non si riescono ad assorbire tra loro in una forma unica, perché forse l’assorbimento di un messaggio unico non è più la via di una comunicazione “aspettabile”.

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Padiglione Germania, Natascha Süder Happelmann, 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Paola Ricci©Photo

Il titolo del progetto rimanda alle “rovine”, ma sono queste qualcosa che il tempo ne da la connotazione o è la loro strutturazione che le  rende desuete nel momento che appaiono e quindi già rovine?

I muri innalzati sono sostenuti da strutture e tubature discontinue come facce diverse che non dialogano, come pietre abbandonate in sala dalle pareti che riportano segni di rifacimenti e tagli nei muri, come fasi di una lavorazione che avverrà, quando in un’altra sala son accatastati tubi su una pila di cassette blu. 

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Padiglione Germania, Natascha Süder Happelmann, 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Paola Ricci©Photo
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Padiglione Germania, Natascha Süder Happelmann, 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Paola Ricci©Photo

Quello che ci si domanda è, se la precarietà, nella sua accezione più forte, sia “instabilità” da indirizzare verso un rispecchiare della società?

O se l’artista vuole solo interpretare quello che gli uomini vedono della società? E’ questa una discrepanza continua, che l’uomo compie indicando la società, quando è lui che ne fa parte e non può solo vedere, ma dovrebbe appartenere.

#BiennaleArte2019 #MayYouLiveInInterestingTimes

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