Arte, Arte & Opere, Biennale 2019
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Padiglione della Lituania / La Biennale di Venezia 2019

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La Giuria internazionale della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, composta da  Stephanie Rosenthal (Germania), Presidente di Giuria, è direttrice del Gropius Bau di Berlino, Defne Ayas (Turchia/Olanda) è una curatrice attualmente impegnata alla V-A-C Foundation di Mosca. Cristiana Collu (Italia), è direttrice generale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Sunjung Kim (Corea) è una curatrice, attualmente Presidente della Gwangju Biennale Foundation. Hamza Walker (USA) dopo essere stato per oltre vent’anni curatore delle mostre della Renaissance Society di Chicago, attualmente ricopre il ruolo di direttore esecutivo di LAXART.

Ha conferito il Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale alla LITUANIA Sun & Sea (Marina)

Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite

Commissario: Rasa Antanaviciute. Curatore: Lucia Pietroiusti. 

Sede: Magazzino No. 42, Marina Militare, Arsenale di Venezia, Fondamenta Case Nuove 2738c

La Lituania si affaccia al Mare Baltico indicato come il mare dell’Est ed è quello che manca in questa marina è proprio il mare in se, ma vi è l’allusione del mare del suo essere infinito e il sole che è  rievocato da una luce che invade la scena e illumina i personaggi come spalmati di una diffusa calda luce. Quello che li abbraccia tutti sono , contenendo la scena, il loro stesso l’essere insieme, raccolti in uno spazio vasto che rievocano una spiaggia immaginaria e che si colora di tanti punti colorati di corpi in costume da bagno e rilassati e distesi su una sabbia morbida e tappezzata di asciugamani.

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Pavilion of LITHUANIA Sun Sea (Marina) 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Andrea Avezzù.

Dal ballatoio i visitatori in una mezz’ombra che li oscura e che non vengono visti dai gli uomini, bambini e donne distesi sulla spiaggia, si appoggiano con le braccia e comodamente ascoltano, vedono girano attorno alla scena che si modifica e fluida, si distende come una cartolina, ingigantita, d’estate spedita agli amici che non sono in vacanza.

“Immaginiamo” la spiaggia è quello che il visitatore appollaiato in alto si trova a contemplare e questo immaginare non è dato da un mezzo incomprensibile o offuscato o da tecniche rappresentative morbidamente soffuse, è concreto e tangibile non toccabile per eccesso, ma con corpi veri che si muovono e cantano. Allora l’immaginazione è data dal processo allusivo che la mente nell’osservare si sposta da uno spazio ad un altro.

Abbiamo bisogno in una era artistica di credere in un’allusione possibilistica di quello che vediamo ?

I performer cantano i loro problemi spesso banali : “Come farò a spalmarmi la crema?” “speriamo che il cane non mi dia fastidio”.

Queste immagini viste come attraverso una fessura nascosta, i visitatori non sono osservati dai performer, appare come mai vista. Cosa attira il magnetico muoversi su una spiaggia chiusa tra le mura?

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Pavilion of LITHUANIA Sun Sea (Marina) 58. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Andrea Avezzù.

Le tre artiste Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite sono state premiate con il Leone D’oro. La motivazione ufficiale della giuria è stata: ”Leone D’Oro per la migliore partecipazione Nazionale alla Lituania per l’approccio sperimentale del Padiglione e il suo modo inatteso di affrontare la rappresentazione nazionale. La giuria è rimasta colpita dall’originalità nell’uso dello spazio espositivo, che inscena un’opera brechtiana, e per l’impegno attivo del Padiglione nei confronti della città di Venezia e dei suoi abitanti. Sun & Sear (Marina) è una critica del tempo libero e della contemporaneità, cantata dalle voci di un gruppo di performer e volontari”.

La cura del progetto è di Lucia Pietroiusti, combinando teatro, musica e arti visive, così appare la “performance”, come scelta artistica, per la seconda volta premiata nelle Biennali Arte. Come è stato per il Padiglione Germania Biennale Arte del 2017 .

Quello che colpisce nell’arte adesso è come l’artista si riesca  a muovere con una completezza continua sulle diverse discipline che non hanno più confine; quello che ricerca è la interdisciplinarietà nell’utilizzare forme non separabili più, come il teatro e la musica, dove l’ispirazione di un concetto porta alla catarsi dello spettatore, ma anche a quella dell’autore stesso. L’artista è in un’epoca in cui ha bisogno più che mai di nutrirsi di sovrapposizioni d’immagini, di dinamiche teatrali e di azione che sembrano completate nello spazio, ma che rimandano alla memoria subliminale.

Non cadiamo più come fardelli appesantiti dall’essere stupiti e scioccati, ma siamo parte dell’opera, l’umano diventa attivo suo malgrado e lo spettatore sul ballatoio vorrebbe quasi calarsi all’interno della spiaggia e prendere parte all’evento. Forse diventare trasparente per vedere da vicino gli altri umani, ma poi si spoglierebbe degli indumenti per entrare a far parte attivamente.

L’arte allora coinvolge assimila questo perturbante movimento che non è estetica, ma pura azione artistica che rimarrà sospesa nella memoria di ciascun visitatore che vi accede.

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