Arte, Arte & Opere, Biennale 2019
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Padiglione Austria / Biennale di Venezia 2019

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Discordo Ergo Sum (Discordo quindi sono), questa frase è scritta al di fuori del Padiglione dell’Austria in questa Biennale Arte 2019. Una scritta in corsivo e in bianco data dall’artista austriaca Renate Bertlmann. Quello che fa scorrere alla mente è subito la sua riformulazione all’incipit del principio filosofico “ Cogito ergo sum” (Penso dunque sono).

Quello che l’artista cerca di scavalcare completamente è proprio la ragione e di porre in vista la sua totale ribellione che è manifestata senza pudore e non attende risposta da parte di chi guarderà il suo lavoro. Poi modifica ulteriormente l’espressione con la scritta  “Amo ergo sum”.

Che sia solo una questione di contraddizioni quello che l’artista vuole rappresentare  come le rose di vetro che son infilate in aste che hanno come sommità un coltello nel cortile interno al Padiglione. Non lo si percepisce subito questo elemento acuminato che si erge sulla rosa rossa, occorre avvicinarsi e nello stesso tempo leggere l’avviso di porre attenzione e non avvicinarsi molto per comprendere che vi è insieme alle rose un letto di punte rivolte al cielo e che caderci dentro significherebbe farsi male rimanere sospesi nel dolore e trovare la carne infilzata nei coltelli.

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Padiglione Austria, Discordo Ergo Sum , 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Paola Ricci©Photo

Occorre vedere con occhi in cui le sensazioni non debbano rimanere solo ferme all’immaginazione ma quasi avere un coraggio interiore di porsi nella situazione col proprio corpo.

Renate Bertlmann destreggia codici diretti che senza pudore vengono visti e gli occhi indiscreti si spalancano al gusto forte  nel palato come nella mente e quella ragione tanto impacchettata come nutrimento culturale si deve spogliare totalmente ed essere libera di accettare le contraddizioni che sono insite nel pensiero emesso.

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Padiglione Austria, Discordo Ergo Sum , 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Paola Ricci©Photo

Fenomeni sociali critici tra masse di sessi, tra modelli messi in discussione di ruoli capovolti e dissacranti che si muovono sulle pareti come un album fotografico nascosto che viene ingigantito e che non lascia nessun dubbio al visitatore. Amare e opposizione del “sentimentalismo” perché diventi anche urlo manifestato in scene dirette e senza mezzi termini non accantonabili in qualche sperduto angolo di casa. Tutto deve essere lasciato libero come se la corda che tiene fermo un cavallo si annodasse su se stessa per rimanere vuota e l’animale saltare i suoi ostacoli da solo non indirizzato o trattenuto.

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Padiglione Austria, Discordo Ergo Sum , 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Paola Ricci©Photo

Sono stratificazioni nel tempo i lavori di quest’artista che partano dagli anni settanta e sembrano dei manifesti che riproducono l’evolversi della sua ricerca artistica, non sono di materiale delicato e impalpabile come carte aneddotiche, sono “documentazione” artistica che si svolge in uno spazio che non condizione la vista anzi determina lo sguardo scevro da ogni citazione e giudizio di rifiuto. Lo spazio rimane in un oblio in quel biancore accecante che ti permette di uscire ed entrare come se fosse tu dentro al documento esposto e devi scegliere di farne parte con la tua contraddizione o andartene via senza commenti.

#BiennaleArte2019 #MayYouLiveInInterestingTimes

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Padiglione Austria, Discordo Ergo Sum , 58.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, May You Live In Interesting Times, Paola Ricci©Photo
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