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Carolee Schneemann  artista americana, nata nel 1939.  Carolee Schneemann ha studiato pittura a Bard College, Columbia University, e University dell’ Illinois. Nella fase iniziale, ha iniziato impostando i suoi quadri nel “movimento”, utilizzando meccanismi semplici e integrando fotografie e oggetti di uso quotidiano nelle sue Painting Construction.

Il lavorare con quest’approccio costruttivo porterà a percorrere gli anni ‘60 in poi, l’idea della “linea pittorica che configura” il corpo, la sua sensualità, come un disegno. Sono le proiezione mentali di corpo-segno, manufatto e azione pittorica che vanno a manifestarsi. La linea risultante dell’azione del corpo non esiste se non si manifesta il corpo stesso così come nell’opera “Up to and Including her Limits” (1973-1976)

In un commento su quello che lei ha descritto come “il processo di verniciatura finalizzati al fisico” come in Jackson Pollock, ha segnato le pareti e il pavimento in un involucro di carta coperto, con i pastelli,  lei sollevata e abbassata se stessa e a stretto contatto ad un chirurgo albero, in bilico appena sopra la superficie del disegno. Il lavoro registra le linee del suo corpo fatto nello spazio. Le esibizioni sono state video registrate, e  le riprese, insieme con la corda imbrago, e i disegni vengono posti in mostra. Schneemann lavora da sempre concentrata principalmente sulla pittura, ma il suo importante incursioni nel mondo del cinema e performance le hanno permesso di esplorare i legami tra arte e vita quotidiana.

 

Passando ad un altro estremo di rappresentazione in cui il limite della percezione diventa l’opera stessa, trova spazio  il lavoro intitolato Meridiana di Utha Barth. Questa raccolta di immagini sono state realizzate nella casa dell’artista in un periodo di alcuni mesi. Il dettaglio appare come il soggetto limite non percepito e le diverse qualità della luce solare si sposta in tutta la casa nelle ultime ore della giornata. L’artista ha detto a questo proposito: “La questione per me è come posso farvi conoscere la propria attività di ricerca, invece di perdere la vostra attenzione su pensieri su ciò che stai vedendo.” Il soggetto delle fotografie di Barth è, in sostanza, l’atto del guardare se stesso, portando l’attenzione su ciò che è così familiare che è diventato invisibile.

Porre queste due artiste a confronto è un modo per  studiare la materia d’arte  non come scevro desiderio filologico ma perchè credo fermamente che l’arte può  cambiare il nostro modo di guardare il mondo.

 

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Fracture
Paola Ricci©Photo

A questo proposito riporto l’idea  profonda del professor Anthony Bond AOM sull’arte questione di questi secoli: “Credo che l’arte deve essere ancorata nel mondo reale e migliorare la nostra comprensione dei modi di vedere. Ciò comporta una interrogazione costante della nostra ipotesi sulla natura dell’arte e della rappresentazione “Ed egli disse continua:”Creatività artistica è per sua natura a tempo indeterminato, non lineare e il comportamento non strumentale, che costituisce una ricerca altamente sperimentale. Al fine di raggiungere risultati veramente creativi questa ricerca è spesso effettuata in assenza di obiettivi ben definiti, che rende un anatema per il mercato guidato il movimento creativo industrie.

Una delle funzioni più importanti di arte è quello di strutturare il nostro modo di guardare gli oggetti e immagini in modo che veniamo a conoscere meglio le nostre risposte cognitive e affettive a guardare.L’arte può farci meglio vedere e di migliorare la nostra gioia di essere nel mondo. “.

 

 

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