Fotografia, Viaggi
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New Zealand / Profili montuosi come balene

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“L’opera della natura è strana: essa ha dato agli uccelli occhi tali come gli uomini non ne hanno mai posseduti, ed alle bestie istinti ch’essi non potranno mai comprendere” Oliver Curwood.

Le viste delle montagne sono come galleggianti forme sull’acqua del mare delle due isole; non c’è confine come si potrebbe pensare quando dalla terra si prende una barca che si allontana nel mare aperto. La mattina era iniziata semplicemente come un soleggiare senza ombre taglienti, ma solo offuscate tende di luccicanti che nel volteggiare nell’aria quando tese si aprono realizzano una velatura compatta. I colori delle montagne allora si mescolano con quella luce e non si vede distacco tra mare e terra diventa un unico colore impalpabile come polvere di terre.

 

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Canon FT, 135mm, New Zealand 1992
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

 

Lo scatto fotografico dalla barca è lo scatto del viaggiatore che vuole rimanere ancorato a un ricordo dei diversi punti di vista dello spostamento da un luogo ad un altro. Lo spostamento da terra per vedere i profili delle montagne è diverso dal porsi di fronte poggiando i piedi sulla terra stessa.

La montagna allora appare inglobata nel tuo essere piccolo, in una dimensione di sottomissione di spazi occupati nell’aria allora il fotografo può assumere due diversi approcci : quello di annullarsi come corpo e lasciare la pietra parlare, oppure cercarla di dominare con grande insuccesso.

 

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Canon FT, 135mm, New Zealand 1992
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

La fotografia pone dei limiti e del rispetto verso l’immagine catturata che a volte il fotografo dimentica volutamente come se sentisse di potersi appropriare del luogo e farne sembianza di pensieri umani.

Sebastião Salgado:”Viviamo in disarmonia con gli elementi costitutivi dell’universo, come se non fossimo noi stessi fatti nello stesso modo, come se non fossimo esseri puramente razionali. Stiamo trascurando le qualità spirituali e istintive che fino ad oggi ci hanno garantito la sopravvivenza. Corriamo seri rischi quando ci allontaniamo dalle nostre radici naturali, radici che in passato ci hanno sempre fatto sentire parte del tutto.”

 

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Canon FT, 135mm, New Zealand 1992
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

Quando viaggiatori ci catapultiamo in un continente a volte molto distante dalla casa che lasciamo alle spalle, pensiamo che quella natura sarà attraversata dal nostro corpo come meta di conoscenza, ma ne perdiamo per strada il cambiamento che quella terra, mare e natura compirà sul nostro spirito, ricordando solo dettagli ascrivibili in altri mille luoghi sparsi nel mondo.

 

 

Blue Rain – Alistair Campbell

Blue rain from a clear sky.
Our world a cube of sunlight –
but to the south
the violet admonition
of thunder.

Innocent as flowers,
your eyes with their thick lashes
open in green surprise.

What have we to fear?
Frost and a sharp wind
reproach us,
and a tall sky pelts the roof
with blue flowers.

You and I in bed, my love,
heads leaning together,
merry as thieves
eating stolen honey –
what have we to fear
but a borrowed world
collapsing all about us
in blue ruins?

 

Alistair Campbell è un poeta neozelandese, figlio di padre scozzese della Nuova Zelanda e di madre Maori delle isole Cook. I questo poema quello che traspare nell’intensa scambio amoroso, è il luogo in cui ciò vive, i suoi colori e i suoi profumi, la legge della natura che è li a stemperare lo spirito di unione e di passione.

 

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Canon FT, 135mm, New Zealand 1992
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

Così la montagna e il mare sono profili di sembianze in movimento e loro incedere di forme è dato dalla luce che ricade su di essi come profili morbidi e spaventosamente privati sono quelli di una balena che si manifesta sul bordo dell’acqua senza preavviso, senza memoria del luogo solo il lento fluire tra acqua ed aria confondendosi tra il profilo della terra emersa che può stare in fondo e non è solo casuale, ma è un ridondare di suoni tra acqua, montagna e balena

 

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Canon FT, 135mm, New Zealand 1992
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

Sebastião Salgado:”Ora il centro della distruzione si è spostato verso le regioni tropicali, caratterizzate da un’enorme varietà culturale. Le 25 regioni mondiali (o “punti caldi”, secondo un concetto elaborato verso la fine degli anni Ottanta dall’ecologista inglese Norman Myers) che ospitano più della metà delle specie del pianeta hanno già perduto circa il 90% dei loro habitat naturali. Questa straordinaria biodiversità sopravvive oggi nell’1,4% della superficie terrestre.”

 

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Canon FT, 135mm, New Zealand 1992
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

 

Quello che questa terra, di viaggiatori,  ha visto è  tanti e tanti  esploratori che continueranno a scoprirla;  lo scatto fotografico non deve dimenticare che è l’anima che in quel momento si dondolava su una barca è ha avuto il “privilegio” di essere spettatore di sentimenti tra diverse entità della natura che non ha deciso di mostrarsi, ma si manifesta libera di razionali congetture.

 

 

 

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