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New Zealand/ Il mare disegna

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Se la spiaggia disegna un livello di terra col mare determinando i cambiamenti dei colori a Cape Reinga, cosa può superare questo disegno portando la dimensione illusoria di qualcosa che appaia e poi scompaia in un attimo?

Forse occorrerebbe riconoscere come le scritture di uomini e donne di quei luoghi siano quello che racchiude questa effimera presenza che aleggia nell’aria di questa terra che scoprirla è solo una pura illusione.

 

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Canon FT, 135mm, New Zealand 1992
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

 

Le scoperte sono date dalla possibilità di definirne un confine circoscrivibile e rettilineo nella sua esplicazione. Questa terra si mescola con l’effimera essenze della natura e da lì puoi solo cavalcare una “relativa” approssimazione della sua visione. Sei in un luogo e sai che non riuscirai a catturarne la sua interiorità, ti sfuggirà dalla mente continuamente.

Kathleen Mansfield Murry nata Wellington (Katherine Mansfield 1888-1923) é una scrittrice che ha girato il mondo e conosciuto l’Europa , ed è comunque una scrittrice che riporta il testo in una dimensione di leggera e densa costernazione sentimentale come se la crudezza degli eventi potessero svanire da un momento all’altro come segni che s’inalberano e poi svaniscono nell’uso di parole bilanciate con maestria.

 

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Canon FT, 135mm, New Zealand 1992
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

 

La natura ci prevarica e bilancia le sorprese anche come a volte non vogliamo che appaiano.

“Stringendosi il coltello al seno,

Miss Meadows la fissò con odio. Tutto in lei

era dolciastro e sbiadito come miele. Un’ape impigliata nel groviglio di quei capelli

giallognoli non sarebbe stata una sorpresa.

«Sì davvero tagliente» disse Miss Meadows, tetra.

L’altra fece uno dei suoi sorrisi zuccherini.

«Mi sembri intirizzita» disse. I suoi occhi azzurri si spalancarono; dentro

c’era una luce beffarda. (Che si fosse accorta di qualcosa?)

(da “Lezione di canto” racconto di Katherine Mansfield).

I monologhi interiori che lei affronta nella sua tecnica di scrittura sono quelli che vogliono lasciare libero l’animo del lettore di immergersi nei profili dei caratteri come fossero riflessi di possibili disegni personali, vedersi in altro per vedersi come si è senza scoprirsi.

 

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Canon FT, 135mm, New Zealand 1992
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

 

Quelle onde spruzzavano nell’aria e nel cielo e quello che sarebbe rimasto è solo nel ricordo di quelle onde sulla spiaggia di Cape Reinga che si auto rigenerano ogni volta che si alzava il vento che spirava sulle creste per fare innalzare a destra o a sinistra , verso terra o verso il mare quello che svaniva nella memoria, ma che uno scatto può e vuole immortalare.

Lo scatto fotografico e in colui che aspetta e sa aspettare quello che la natura vuole donare quello che la natura forse farà accadere, quello che lo scatto fotografico può sperare che avvenga è che la luce sia solo la superficie invisibile di quello che impressionerà sulla pellicola; farà ricadere gli schizzi e il vento come il desiderio interiore di quella attesa sulla spiaggia.

 

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Canon FT, 135mm, New Zealand 1992
AGFA Chrome CT100 precisa 100 ISO
Paola Ricci ©Photo

 

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