Arte, Arte & Opere, Biennale 2019
Leave a comment

Marwan (1934-2016) / Corpi in faccia

alt="BiennaleArte2017"

La storia della sua origine siriana è importante per addentrarci in questa pittura densa e spirituale che è presente nel Padiglione delle Gioie e delle Paure della 57. Esposizione Internazionale d’Arte.

Marwan Kassab Bachi, conosciuto meglio come Marwan è nato a Damasco nel 1934. A 23 anni si trasferisce in Germania per svolgere i suoi studi di arte. La sua tecnica pittorica procede per infinite trasformazioni prima che l’opera sia conclusa.
Nel processo, ogni opera, sia esso un disegno, un’incisione, un acquerello o un dipinto ad olio, intrepidamente porta ad un altro passaggio e ognuno aperto verso nuovi orizzonti da dove continua la sua esplorazione.

alt="BiennaleArte2017"

Marwan Kassab-Bachi, 57. Esposizione Internazionale d’Arte

 

La sua amicizia con Georg Baseliz non fu solo di intenti pittorici, ma anche una assimilazione a una struttura del segno colore che sembra biunivoca tra i due artisti.

Assimilare un segno o lavorare su una tavolozza cromatica molto simile è una delle avventure che si manifestano quando gli atelier sono condivisi ?

L’artista-amico diventa una reciprocità inevitabile o no?

alt="BiennaleArte2017"

Marwan Kassab-Bachi, 57. Esposizione Internazionale d’Arte

Il corpo e in particolare la faccia diventano dei paesaggi di colori come delle palette che si affiancano con velocità ed emotività improvvisa, lasciando lo spettatore a definire se ci sono confini o se possono apparire i tasselli come delle vetrate bizantine illuminate al sorgere del sole

Il fondale su cui si poggiano i suoi personaggi solo l’incarnazione dello status di solitaria manifestazione del Sé.

Negli anni sessanta si concentra anche sul viso e le sue infinite manifestazioni facciali dove il dettaglio diventa il soggetto principale.

alt="BiennaleArte2017"

Marwan Kassab-Bachi, 57. Esposizione Internazionale d’Arte

Egli afferma nel 2010: “Il (suo) tema è il dualismo: vita e morte, assenza e presenza, amore e odio”.

“I think utterly existentially, a painting is a like a wound”

I poeti parlano di arte senza che essa sia stesa su una tela, però assimilano i colori e le composizioni come sviluppi poetici su cui le loro scritture sono visive. Il poeta Clayton Eshleman esprime una sua visione in un poema nel vedere i visi di Marwan.

alt="BiennaleArte2017"

Marwan Kassab-Bachi, 57. Esposizione Internazionale d’Arte

alt="BiennaleArte2017"

Marwan Kassab-Bachi, 57. Esposizione Internazionale d’Arte

“… the human face …
is a kind of rug before its shape
is fixed –
in Marwan’s work –
in a between that is not
a mystical point between us
but a depth between the deathmask of the covering
Persona and peeled of skin.”

alt="BiennaleArte2017"

Marwan Kassab-Bachi, dettaglio. 57. Esposizione Internazionale d’Arte

Le maschere che si pongono sul viso possono già contenere la paura della morte che sopraggiungerà?

Sembra che la pelle del viso è stata rimossa perché l’artista possa collocarci la sua pennellata, la pelle nuova o vecchia, non ha tempo ha solo emotivo che si rappresenta.

alt="BiennaleArte2017"

Marwan Kassab-Bachi, 57. Esposizione Internazionale d’Arte

Le persone sono poi poste in una spazio sospeso dove non vi sono riferimenti di luoghi o relazioni di dimensione con altri oggetti, il colore è una velatura di ombre dense tra il verde oliva o una bianco tagliato dal giallo e rosso creando un incarnato che rispecchia quello del viso , che come un manichino dimezzato si appoggia sui confini di una altro colore steso.

 

alt="BiennaleArte2017"

Marwan Kassab-Bachi, dettaglio, 57. Esposizione Internazionale d’Arte

Questi fondali sembrano a volte che alludano ad una stanza, ma essa è rimpicciolita come se fosse vista da un buco di una serratura dove in modo claustrofobico questi personaggi si contorcono nelle loro stesse espressioni e dalla cui bocca esce forme distorte contorte come fossero pensieri soffocati nei loro stessi intestini.

#BiennaleArte2017
#VivaArteViva

Facebook Comments
Filed under: Arte, Arte & Opere, Biennale 2019

by

"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *