Architettura & Design, Arte
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MAD / Invisible Border.

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Ciò che non si può vedere con gli occhi lo si può immaginare con la mente?

Lentamente si può procedere nel realizzare che l’immaginare è una cosa che si può non vedere ed è stata costruita nella nostra mente; quindi in un momento in cui la memoria è più sottile e permeabile, allora appaiono le configurazione a confine con la materializzazione.

Se la mente incomincia ad ignorare la forma, ciò non significa che essa non appartiene alla memoria visiva, è solo che il pensiero ha la necessità di ricostruire una struttura portante che dia concretezza alla possibilità di essere auto sostenibile.

 

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MAD_Invisible Border,2016 Milan Design Week
Photographs by Moreno Maggi

Le persone normalmente si dispongono fisicamente tra un confine e l’atro per superare gli spazi, poi se saltano quel confine attraverso la mente, allora riescono a visualizzare qualcosa che prima sembrava invisibile.

Un’installazione architettonica è stata realizzata nel 2016 dallo studio MAD , l’architetto cinese Ma Yansong fondatore dello studio e principale partner ha realizzato un progetto posto tra due limiti, quello dell’architettura e quello dell’arte installativa.

 

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MAD, Invisible Border,2016 Milan Design Week,
Photographs by Moreno Maggi

 

“Architects usually creates borders by defining spaces – what is inside and outside, what is nature and the artificial – but today’s society already has too many invisible borders. As architects we should instead focus on how can we blur those borders and encourage interaction across them” – Ma Yansong

Vi sono molti modi per offuscare la vista?

Forse realizzare delle sfocature, può essere il modo migliore per lasciare che i confini si smaterializzino?

Rendere un confine meno distintivo, è come giocare con la luce o come porre velature che lo smaterializzano; se gli occhi si riempissero di lacrime allora gli occhi perderebbero la dimensione della massa che le forme presentano, ma questo non renderebbe un’auspicabile interazione tra i confini segnati.

 

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MAD_Invisible Border, 2016 Milan Design Week
Photographs by Moreno Maggi

 

L’architettura può diventare una leva concettuale che scavalchi i muri di divisione mentale che ci si costruisce per proteggersi dall’altro che sta oltre al muro?

Questo lavoro realizzato in Italia nel 2016, a Milano durante la settimana del Design era rivolto ad uno specifico spazio nella parte antica della città. La luce colorata che si voleva creare fluiva attraverso queste forme realizzate da elementi filiformi che si stendevano da un piano superiore alla terra del giardino posto di fronte. Il luogo era una delle sedi dell’Università degli studi di Milano. Il bordo di linee è realizzato tra lo storico loggiato, e il giardino, viene segnato da luce e colore; viene realizzato il “gesto” del confine che assume una conformazione estetica che si può attraversare sia dal corpo che dalla luce.

 

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MAD,Invisible Border, 2016 Milan Design Week,
Photographs by Moreno Maggi

Quello che è invisibile cosa è ?

Appare l’intenzionalità di superarlo , il piacere del vedere la forma colore per oltrepassarla, per immergersi in questa ondulazione ritmica che appare come una filo unico dove un funambolo è libero di muoversi nello spazio.

“Our installation blurs the boundaries between the traditional and the contemporary. You see the difference in each end, but the transition is very organic. It’s like we open up a conversation between the past and the present.” – Ma Yansong

 

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MAD,Invisible Border, 2016 Milan Design Week,
Photographs by Moreno Maggi

L’installazione di MAD è composta da ETFE con un gradiente di colore, la leggerezza e la flessibilità del polimero gli permettono di muoversi con il vento e creare un sottile sibilo. L’installazione riflette le tonalità del cielo durante il giorno, lasciando intravedere le colonne e le logge. Di sera diventa una superficie luminosa che porta il cortile a vivere con nuovi colori.

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MAD, Invisible Border, 2016 Milan Design Week,
Photographs by Moreno Maggi

 

http://www.i-mad.com/post-art/invisible-borders-2/

Design team: Ma Yansong, Dang Qun, Yosuke Hayano, Andrea D’Antrassi, Hiroki Fujino

Ingegneria: Maco Thecnology srl, Roberto Maffei

Design leggero: iGuzzini Illuminazione

Prodotto da: Ferrarelle

Materiale: P.A.T.I. Polimero di ETFE

Dimensioni: 31m * 16m * 14m

Foto di: Moreno Maggi

 

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