Arte, Arte & Opere, Biennale 2019
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Luboš Plný (1961-)/ Biennale Arte 2017

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Tra poco s’inaugura 58. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia intitolata May You Live In Interesting Times.

Colgo l’occasione per scrivere di alcuni artisti della edizione passata e in questo caso di Luboš PlnýRalph Rugoff è il curatore della 58. Edizione della Biennale Arte e ha dichiarato a proposito della prossima Biennale: “May You Live in Interesting Times includerà senza dubbio opere d’arte che riflettono sugli aspetti precari della nostra esistenza attuale, fra i quali le molte minacce alle tradizioni fondanti, alle istituzioni e alle relazioni dell’ordine postbellico”.

L’intento del curatore di questa Biennale 2019, non avrà un tema di per sé, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell’arte che includa sia il piacere che il pensiero critico.

 

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Luboš Plný,Padiglione delle Gioie e delle Paure,Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA , Paola Ricci©Photo

 

Luboš Plný è un artista che ho avuto modo di vedere in Biennale, lo inserisco tra i miei articoli sulla Biennale di Venezia con l’intento di non voler compiere una forzatura di forma e di pensiero dialettico, ma cercando di esprimere come il fare dell’artista ha un intrinseca decodificazione all’interno di un ogni campo circoscritto della sua funzione espressiva.

Come artista, io sento forte quello che l’opera mi rimanda nella sua peculiarità e capacità di rilanciare nel mio pensiero e sul mio corpo quello che vedo e riesco ad “assorbire”. Per assorbimento parlo peculiarmente di quello che è intrinseco nel segno, colore e forma e dimensione di un’opera e di come “penetra”, quasi fisicamente, tra la pelle e le viscere, senza giudizio di forma, ma con la consapevolezza che sosta dentro all’ involucro corporeo anche solo in un passaggio fugace, in cui non lascia neanche il profumo.

 

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Luboš Plný,Padiglione delle Gioie e delle Paure,Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA , Paola Ricci©Photo

 

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Luboš Plný dettaglio ,Padiglione delle Gioie e delle Paure,Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA , Paola Ricci©Photo

 

Luboš Plný artista nato in Cecoslovacchia sembra che iniziò da quando era piccolo ad osservare il corpo di animali morti. Al ritorno dal servizio militare incominciarono i suoi problemi mentali che lo portarono ad una forte depressione ed alla diagnosi di schizofrenia. Quello che lui realizzò attraverso i suoi disegni, furono percorsi curativi per un benessere che allontanasse quel mondo malinconico e difficile che la depressione gli provocava.

Malessere e disegno non è un binomio sufficientemente sempre plausibile, però il disegno ha una componente esecutiva che innesca nell’azione il passaggio diretto tra mente e visualizzazione del segno rappresentativo di un interiorità non manifesta. Quello che non è manifestato, assume la possibilità di essere assorbito completamente nel disegno.

 

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Luboš Plný,Padiglione delle Gioie e delle Paure,Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA , Paola Ricci©Photo

 

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Luboš Plný dettaglio ,Padiglione delle Gioie e delle Paure,Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA , Paola Ricci©Photo

 

Il tema dei suoi disegni è il corpo, inteso come “sminuzzare” infinitamente e continuo, nell’ossessiva decantazione di densità del corpo; si scende per tutti i livelli che le viscere permettono o s’immagina che esistano nell’immaginario. Lui apre il corpo e ci si tuffa dentro e ti trascina con lui se solo ti avvicini e guardi quei dettagli e gli infiniti livelli, dove il segno si attorciglia s’ incastra tra gli organi le vene e le cellule come scendesse un microscopio e ingrandisse come uno zoom con quello che inizialmente era la superficie esterna, la pelle. Qualcuno gli ha definiti, “ dei ritratti anatomici”, in cui sono combinate diversi colori, acquerelli, inchiostri, acrilici, collage; sono anche utilizzati elementi di natura organica come il sangue i capelli e ha utilizzato anche le ceneri dei suoi genitori morti. Quello che è sconcertante è che questi “anfratti” corporali sembrano stampati sulla superficie di carta come il risultato di un indicibile schiacciamento del corpo inesistente, ma possibilmente costruibile.

Eccome se ci fosse una possibile e remota occasione di “ricomporre” qualcosa che però non si sa se avverrà completamente, perché qualche elemento non sempre si riesce a riporre com’era in vita.

 

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Luboš Plný dettaglio,Padiglione delle Gioie e delle Paure,Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA , Paola Ricci©Photo

 

Vita e morte è il grande connubio e contrasto che invece in queste opere è il raggiungimento di “pace interiore”; si può attraversare la decodificazione delle parti e ricomporre qualcosa che è distrutto e per questo si entra dall’occhio che l’osserva alla mente che vuole operare una “ricostruzione” emotiva. Sogno gli angoli di vista che si vedono in questi disegni che imprimono come una lettura a raggi X. I disegni di Luboš Plný  racchiudono anche i dettagli scritti a mano, le informazioni di età del lavoro eseguito, con la data di inizio e quella di conclusione come un messaggio da lasciare ai posteri.

#BiennaleArte2017 #VivaArteViva

 

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Luboš Plný dettaglio ,Padiglione delle Gioie e delle Paure,Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA , Paola Ricci©Photo

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