Archeologia dell’Ingrediente, Cibo
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L’olivo / l’antica corteccia I

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Sai quando la corteccia dell’olivo ha incominciato a muoversi?

Marinai e guerrieri e mercanti Fenici furono quelli che lo diffusero nella terra?

L’antichità che scorre su quella corteccia è talmente distante che le diverse fessure e forme che disegnano non sappiamo quando si sono mutate e quando sono iniziate, prima era un fusto sottile e flessibile che spuntava dalla terra poco inumidita e le rocce potevano circondarlo. Sulle vallate, sulle colline, sulle distese larghe e su spazi ristretti.

In meridione l’olivo si trova coltivato presso gli Iapigi e gli Epuli nel VI secolo a.C.; a Crotone e Messina sono state trovate monete coniate con l’immagine di quest’albero del 490 a. C e 400 a.C.

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Olivo albero Paola Ricci©Photo

Il vicino Oriente l’aveva accolto per la prima volta, il frutto appena si mostra si nasconde tra i rami per poi arrivare alla maturazione con un colore rosso e bluastro che scivola nel nero rilucente. Occorre che il tempo sia di almeno di 4 anni prima che possa fruttificare e poi altri anni prima che il fusto cresca devono passare.

 

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Olivo

Quanti anni ancora perché la corteccia presenta le sue pieghe del tempo?

Dopo dieci anni incomincia a produrre un po’ di più di frutti e ad avere una piena produttività.

Ma la maturità quando arriverà?

Quando l’albero ha oltre i 50 anni, solo allora raggiunge la sua grande maturità.

La grandiosità di quest’albero che può vivere oltre mille anni e di arrotolarsi nell’aria che lo circonda, si sposta anche stando fermo e le sue chiome sono scintillanti di due verdi diversi come le sue foglie che appaiono su un lato scuro e un altro chiaro bianco argenteo e che scintilla quando dondolandosi la luce colpisce questo lato. Poi sarà circondato da maggio fino a giugno di fiori piccoli bianchi con un cuore centrale di giallo chiaro e pallido.

 

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Olivo albero Paola Ricci©Photo

Scrittori e poeti del ‘700 li chiamavano “le chiome degli alberi che si toccano”, tutto è fluido sotto quelle chiome che non puoi riuscire a seguire il loro movimento solo se ti metti con un dito e lo lasci scorrere come un dipinto nell’aria. Loro si mescolano con altri alberi nelle pareti mediterranee, ai lecci, ai pini marittimi, alle sughere, al lentisco, al mirto e al ginepro.

Tale che i profumi si dimenticano di distinguersi e si lasciano mescolare tra loro e solo le chiome, le loro forme ti potranno indicare dove trovare il fusto nodoso e maturo dell’olivo.

 

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Olivo albero Paola Ricci©Photo

(…) Così dentro una nuvola di fiori, che dalle mani angeliche saliva e ricadeva in giù dentro e di fori sovra candido vel cinta d’uliva donna m’apparve, sotto verde manto vestita di color di fiamma viva.” 
Dante, Divina Commedia, II, XXX, 28-33

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