Filosofia, Scrittura
Leave a comment

L’invisibile e il lontano. I

alt="Paola Ricci"

La percezione dei nostri sensi si comporta con una inconsapevole duplicità che può essere definita nei termini dell’ambiguità , “ ciò è suscettibile di diverse interpretazioni”.

L’uomo non riuscendo a cogliere il definito nel mondo, l’inizio e la fine di una situazione non è visibile  nel processo mentale per l’essere umano; egli si allontana sempre di più dalla “fine” di qualcosa o di qualcuno, come se non riuscisse a vederla, e si accontenta di guardare con abitudinaria familiarità fisiologica.

In Sandro Penna, poeta, è il “lontano” una situazione mimetica, è la duplicità della visione è una situazione di ambiguità. Il lontano è sotto gli occhi, ma è essenzialmente il non visto.

Amico, sei lontano. E la tua vita

ha intorno a se colori ch’io non vedo.

Ha la mia vita intorno a sé colori

che io non vedo.

Sandro Penna

alt="Paola Ricci"

Cielo
Paola Ricci©Photo

 

Del tutto simile è all’ “invisibile” per Maerleau-Ponty, ciò che permette la visione, la lontananza di Penna è quello che ci permette di riacquistare il sensibile e rompere quella familiarità col mondo per vederlo finalmente nel mondo. Nel verso si “accenna” come i singoli “lampi” e come se lunghi silenzi parlino.

“ Il sensibile è ciò: questa possibilità di essere evidente in silenzio, di essere sottinteso” Maerleau-Ponty. Egli parla del corpo come “sapere silenzioso” trasformandosi in lontananza e invisibilità.

Facebook Comments
Filed under: Filosofia, Scrittura

by

"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *