Suono & Musica
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Lezione di tango

Se trovi il tuo asse e il tuo centro potrai abbracciare l’altro, non abbandonarti, ma comunicare.

Il tango, è quest’arte che tramuta il corpo in una dimensione comunicativa?

La comunicazione odierna è, come spesso oggi accade, di una “velocità apparente” che non si basa sull’ascolto e la fiducia che l’altra stia veramente ascoltando quello che dici, ma già viaggia nel suo mondo “egocentrico” di rispecchiare  se stesso. Il tango è basato sulla fiducia che l’altro non ti porti in terreni sconosciuti e se anche lo volesse, ti fa capire e ti chiede il tuo permesso, perché ti proteggerà non mettendoti in pericolo.

Fidandoti del “proprio” corpo, puoi fidarti della comunicazione che riceverai. La postura del proprio asse non è altro che la postura del proprio cuore, come muscolo e come sentimento. Ballare è per comunicare, non comunicare per ballare. Il primo gesto è “entrare”, attraversare la sala col pavimento di legno, dove risuonano i propri passi attraverso le scarpe leggere e ammorbidite dalla pelle dei piedi; ogni momento è intenso perché finirà, si allontaneranno le parti del corpo che erano state in contatto, per il tempo breve del brano.

 

Paola Ricci@ Photo

Paola Ricci@ Photo

 

La condivisione è creare un equilibrio interiore dei diversi “ossimori” che si susseguono nella danza: schiavi-liberi, coraggiosi-pavidi, generosi-egoisti, trasgressivi-riflessivi. La consapevolezza è che l’intesa non è automatica, ma va ricercata attraverso un’educazione dell’ascolto. Rendersi liberi o schiavi, dipende dall’educare il corpo col sentimento al proprio ascolto; come si pone la mano sulla spalla come il contatto scivola tra le pelli interiori e che lo sguardo silenzioso si parli. La tensione e il pathos del tango non sono concedersi completamente all’altro senza riserve, ma di trovare un equilibrio nel baricentro del nostro fisico e sentimento, il ballare non è il bisogno “totale” dell’altro, perché questo esprimerebbe solo un “disagio”.

 

Tango blu

 

I limiti ci imbrogliano, e l’anima spesso non asseconda le inclinazioni che appaiono e come una resistenza irrigidiamo il corpo. Le lezione di tango portano a iniziare un viaggio concreto, dove ci si sposta su le assi di una geografia riscoperta, dal nord al sud, in continenti diversi e il movimento ne è il risultato. Volteggiare tra l’abbraccio dell’altro è come muovere i primi passi di una rinascita, scivolando sulla terra e poi lasciandosi andare in piccole sospensioni dal suolo, per ritrovare quella grazia dimenticata per troppi anni.

L’ascolto della musica trasporta il sentimento dalla terra alle braccia, verso il busto che stabile lascia volteggiare le gambe, come alberi ondeggianti nell’aria cangiante. Sentire, nei piccoli spazi e anfratti del cuore, quest’aria spostata dal corpo, ecco dove la Milonga ti può portare a vivere.

Non serve sempre essere in una sala, perché tutto ciò avvenga, la pioggia, l’aria può essere lo scenario di un’improvvisazione, per poi entrare nelle sale di ogni esperienza di vita che non sarà né la prima né l’ultima.

 

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1 Comment

  1. Silvana Fortuna says

    Paola, solo gli animi sensibili e puri come te sanno cogliere e descrivere così bene l’essenza delle cose. Passare una serata in tua compagnia è stata una bellissima esperienza, da ripetere al più presto, anche per poter migliorare la tua conoscenza del dialetto napoletano. Un bacione e grazie.

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