Architettura & Design
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L’artigiano architettonico / Nicola Auciello na3 Studio

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Se uno può scegliere dove abitare ne sarebbero grati il corpo e la mente dell’uomo, ma quando non è possibile, allora almeno cercare di prediligere “come” abitare, è fondamentale.

“Lo spazio è soltanto un’attività dell’anima, è soltanto il modo umano di collegare in visioni unitarie affezioni sensibili in sé slegate”. G. Simmel (1998, p. 524)

La definizione di Simmel ha un’eccezione sociologica che ci pone davanti alla considerazione che lo spazio è in relazione all’incontro dell’umano con altri, creando le relazioni si pone l’attenzione sul “modo” in cui questo avviene e alla realizzazione di uno spazio.

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Casa al Portonaccio, esterno ©Angelo Aloisi

L’Architetto Nicola Auciello con questo progetto ha realizzato una dimensione abitativa che è in sintonia con il tema della prossima Biennale di Architettura, intitolata FREESPACE; egli ha realizzato, con la delicatezza di pensiero d’immaginazione, lo spazio abitativo con all’interno SPAZI LIBERI, dove le persone possono in modo fluido trovare punti, luoghi, movimenti e stazionamenti in autonomia rispetto ad altri membri presenti nello stesso spazio.

Il progetto parte dall’incontro con le persone che ci abiteranno, committenti, oppure è l’architetto progettista che accoglie la richiesta?

Il progetto parte già da prima, quando lo spazio originario è attraversato, il luogo è riconosciuto per la sua presenza nell’altezza, la sua posizione rispetto al sole e la curiosità che sopraggiunge nel muoversi in quello spazio per la prima volta.

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Dettaglio delle forature sulla parete in ferro.
©Angelo Aloisi

La società occidentale ha sempre avuto una innata difficoltà nel ricollegare mano e testa, nel riconoscere e nell’incoraggiare l’impulso alla maestria tecnica. Il termine maestria, con il suo rimando ai maestri artigiani, evocherà forse un modo di vivere tramontato con l’avvento delle società industriali; ma questo è fuorviante. La maestria designa un impulso umano fondamentalmente sempre vivo, il desiderio di svolgere bene un lavoro per se stesso. E copre una fascia ben più ampia di quella del lavoro manuale specializzato; In giova al programmatore informatico, al medico e all’artista” (Sennet, 2008).

 

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Vista dalla terrazza del  piano terra  della zona cucina  e zona soggiorno, CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

Lo spazio è su due piani ed entrambi i livelli presentano una parte della casa che esce nelle terrazze.

L’interno si appropria della luce del volume esterno e realizza l’osmosi attraverso la finestratura completa su tutta l’asse verticale della casa in entrambi i piani. Il progetto è una forma di trasformazione epidermica delle pareti della casa; l’architetto ha preso gli elementi strutturali e gli ha dato visibilità vivente. Il pavimento è diventato una “mappa” delicata e sottolinea la disposizione degli elementi a parete, dove il disegno del legno di rovere è in armonia col camminare e vedere gli spazi che si aprono e si chiudono sugli entrambi i livelli. La lavorazione è complessa e minimalista nello stesso tempo, dove il lavoro dell’artigiano falegname richiede una precisione e una conoscenza della materia nel realizzare e porre una “tessitura morbida” con un materiale vivo ma duro come il legno.

 

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Dettaglio del pavimento.Casa al Portonaccio,©Angelo Aloisi

La conoscenza del materiale, da parte dell’architetto Auciello, ha permesso di realizzare la simbiosi mentale del progetto con l’operatività dell’artigiano.

Quest’osmosi con l’artigiano la ritroviamo negli elementi di queste pareti epidermiche. Il segno che caratterizza questo “interior design” è un elemento semplice e lineare di due linee parallele di un rettangolo allungato che termina su entrambi i lati inferiori, con una curva a semicerchio.

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Dettaglio del mobile in bagno, CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

E’ il segno distintivo in tutta la casa che troviamo espresso in vari modi. Come una “foratura” sulle pareti mobili, fa intravedere la zona soggiorno con quella della cucina. Come un disegno per contrasto tra il nero del ferro e il legno posto dietro alle ante dei mobili della cucina, come scansione dei vari settori contenitivi e anche per quelli del guardaroba al primo piano. Questo disegno diventa anche il punto minimale per poter con la mano aprirli e chiuderli. Poi nel mobile del bagno, del primo piano, presenta la forma è a rilievo; Aucello ha realizzato anche un armadio bifacciale (da una parte armadio dall’altra comodino e parete) che presenta ancora questa forma a rilievo e divide la stanza da letto, creando all’interno  un corridoio di suddivisione tramite la sua presenza.

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La cucina, con la parete aperta che da sul soggiorno CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

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Dettaglio dei mobili nella cucina, CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

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Dettaglio dei mobili nella stanza da letto, CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

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Dettaglio dell’armadio bifacciale, nella stanza da letto con le due porte scorrevoli ad incasso,
CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

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Dettaglio e lavorazione del legno dell’armadio bifacciale e vista della terrazza.CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

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La stanza da letto con dettaglio del guardaroba aperto e  armadio bifacciale, dove poggia la testata del letto, con i comodini a incasso. CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

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Stanza da bagno con sauna, CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

Il legno è lavorato dall’artigiano su disegno di Nicola  e sembra di muoversi su una tastiera di un piano senza cambi cromatici, ma con leggeri e morbidi dislivelli che li rendono al tatto come una partitura musicale a rilevo.

Nel piano terra abbiamo il gioco della parete di ferro che si spostano in senso orizzontale, con dietro la scaffalatura, che divide e mette insieme i due spazi principali. Il gioco libero di aprire e chiudere queste pareti sensibili fanno intravedere la stanza della cucina è realizzano un gioco di sipari nella massima libertà d’azione, facendo diventare il piano terra, per gran parte della metratura, la libera espressione di spazio “FREESPACE”, si aggiunge un grande specchio posto su un lato del corridoio quando si accede in una zona dove il pavimento di legno continua e s’intravede un altro spazio abitativo.

 

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Dettaglio del piano terra e posizione del divano. CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

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Dettaglio del grande specchio al piano tera, CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

La scala dal piano terra che porta al primo piano, inizia con quattro scalini interamente in legno, è una forma appoggiata alla parete di entrata, racchiudendo il vuoto per contenere oggetti.

Poi salendo ogni gradino è sospeso, rettangoli di legno che poggiano su delle scatole di ferro a incastro. Dopo cinque scalini l’ultimo è ancorato a un trapezio rettangolare interamente in ferro sospeso, su cui ridiscende il corrimano che arriva fino al pavimento del piano terra.

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CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

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Dettaglio della scala interna , CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

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Vista dalla scala verso l’apertura di una parete al piano terra e lo scorcio del passaggio con specchi al primo piano .CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

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Il primo piano con passaggio di specchi per accedere alla stanza da letto,
CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

Al piano superiore il movimento nello spazio si ripresenta con alcuni aspetti simili come il pavimento con il suo disegno che si sviluppa su tutta la superficie, ma con interventi nuovi che presentano altre possibilità per variare lo spazio. Legno, ferro, specchio, gres sono i materiali preziosi che l’architetto Auciello ha scelto con equilibrio cromatico e di contrasto e con morbidezza e durezza per il contatto di pelle che fanno di questo progetto una casa con una pelle nuova e modulata al bioritmo dell’uomo che può cambiare  per lasciare vagare la sua anima dove preferisce.

“Questa casa ha un’anima “nobile e morbida”, rappresentata dal legno di rovere contrapposta ad una “rude e dura” ove il ferro ne è protagonista.” Nicola Auciello

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Vista dalla cucina con la parete completamente aperta sul soggiorno e della terrazza.
CASA AL PORTONACCIO,2017 ROMA©Angelo Aloisi

Questo è avvenuto in questa casa al Portonaccio perché Nicola è stato sicuramente “aiutato” dal committente che ha scelto una trasformazione dello spazio originario, ma anche da alcuni valorosi artigiani che meritano di essere citati, Falegnameria Alessio Gismondi/Codice a barre, Cucina Nuova Artigiana Nautica/ Porcelli L. & Figli, Ferro Esseconsulting/ Meccanica 3D, muratura Impresa Alfa/ Cattenari.

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