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L’arancia

La polpa dell’arancia mi appare come un fresco e morbido prato di mille piccole gocce di color arancio che variano dal caldo a caldissimo colore ormai rosso. Coltivato fin dall’antichità in Cina e Giappone, è dato per certo che poi furono gli Arabi a diffondere l’arancio in Asia minore, in Egitto, nel Nord Africa e nell’Europa. In Sicilia, durante la dominazione araba (IX-XI secolo d.C.) furono impiantati ……..aranci amari in così detti “giardini”, termine tuttora utilizzato ed evocativo della funzione ornamentale che inizialmente gli agrumeti ebbero nell’isola. Per quanto riguarda l’arancio dolce, la sua coltivazione sarebbe iniziate verso il XVI secolo da parte dei portoghesi in particolare in Sicilia e Calabria. Il sanguigno è proprio il rosso che prevarica quelli a polpa “bionda” e sono presenti maggiormente in Italia dove esistono vari cultivar ( Moro, Tarocco, Sanguinello), mentre le bionde sono ( Ovale e Calabrese). L’alternanza di giorni miti alle notti fredde d’inverno favoriscono le particolari antocianine ( i pigmenti responsabili della colorazione blu-rossastra del frutto) e il caldo estivo ne sviluppa la sua dolcezza.

Arancio

 

Ormai le arance si possono trovare per tutto l’anno sono un ingrediente che s’incontra nelle preparazione dei cibi sia col dolce che con il “salato”, rendendo il contrasto con quest’ultimo una percezione che si prolunga nel palato con più intensità. Sembra che l’intensità di questo frutto possa raggiungere i nostri sensi anche attraverso la Pittura? Io credo proprio di sì; un’immagine pittorica vista con gli occhi può far raggiungere al nostro palato il “sapore” e le sensazioni del gustarlo e il quadro che rappresenta queste arance mi evoca qualcosa che avviene nella mia bocca che è quel sapore sanguigno e caldo che l’arancia possiede nel mangiarla semplicemente a spicchi in ogni momento del giorno e della notte per darci quella freschezza sul palato che è superiore a una bevanda elaborata.

E’ successo quando i miei occhi hanno incontrato il quadro di Louis Hayet, pittore francese (1864-1940) intitolato “Natura morta con arance”. Quanto è più vivo come non mai i colori che danno materia alla forma tondeggiante delle arance; ne percepisco la freschezza nel guardarlo. Il colore ad olio arancio è talmente vitale che con le pennellate si “irradia” sul fondale blu creandone anche la complementarietà dei colori; sembrando che rotolino via sul telo piegato che le accoglie.

Louis Hayet, Natura morta

“ Se si fissa con lo sguardo una superficie interamente rosso-giallo, il colore sembra veramente trafiggere l’occhio. Esso dà luogo a eccitazione incredibile, e conserva la capacità di produrre questo effetto anche se vi è una certa oscurità.” J. Wolfgang Goethe.

Questa sensualità che descrive Goethe nel colore rosso-giallo e nel momento che afferriamo l’arancia, questa sfera che contiene tutto il palmo della mano e la sua pelle può essere rugosa ma anche liscia, ma è l’intensità del suo profumo che cattura tutti i sensi e i sapori e se provate a usare il suo succo magico per cucinare la carne noterete come rilascia nella cottura che il sapore risulta nel palato fresco e leggero quando la carne rimanda alla terra da cui l’albero poi darà questi frutti meravigliosi.

 

 

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