Arte di scrivere, Editoria
Leave a comment

La veste nera/ Wilkie Collins. Fazi Editore

alt="Fazi"

Nella collana “Le strade”, collana di narrativa letteraria, Fazi Editore edita  “La veste nera” (titolo originale The Black Robe, traduzione di Andreina Lombardi Bom) di Wilkie Collins.

Accompagnato dall’inquietante e allo stesso tempo intrigante copertina, un autoritratto di Dante Gabriel Rossetti, evoca la subdola figura del fosco personaggio che aleggia nel romanzo e che si svelerà lentamente e con dovizia attraverso il suo carteggio e i dialoghi serrati presenti nelle scene, che appaiono illuminate da luci di ambienti rassomiglianti ai labirinti di giardini francesi.

Il romanzo è sviluppato con intercalari di narrazione descrittiva ed epistolari, diventando i retroscena di una rappresentazione strutturata come una pièce teatrale, dove i diversi narratori, che Wilkie Collis calibra con maestria tra il gotico e il grottesco, sono ricchi e intensi di un pathos

Le avventure di un uomo, Lewis Romayne, che sembra aver tutto disponibile avvalendosi del suo bell’aspetto, manifestandosi non subito lentamente, come il ritratto di un uomo nascosto e non svelato, come quando si osserva una pittura e c’è bisogno di una lente per catturare le pennellate sovrapposte per raggiungere l’intensità della fisionomia e del carattere di Lewis Romayne.

Gli amici di questo personaggio principale diventano dei narratori intraspecifici, delineando gli atteggiamenti del carattere di Lewis Romayne, che ondeggia tra realtà e mistero. Così il suo amico all’inizio del romanzo, Major Hynd, sembra “aiutare” il lettore a “vedere” Lewis che però è sfuggevole alla storia; si sottrae alle calibrate e dettagliate emozioni che l’autore descrive negli atti o nei “frammenti” di eventi anche secondari.

 

alt="Fazi"

La veste nera/ Wilkie Collins. Fazi Editori

 

Un avvenimento funesto tronca in modo brusco la serenità di Lewis Romayne : durante un viaggio in Francia l’uccisione di un uomo in duello porta con sé un carico di oscuri rimorsi che, dopo un lungo e tormentato periodo di solitudine, solo il sorriso della dolce Stella Eyrecourt sembra in grado di allontanarli.

La capacità di Wilkie Collins è di iniziare, fin dalle prime righe del testo, una scrittura che mette in evidenza le fragilità dei personaggi che diventano gli “inciampi” perché il testo si avviluppi su se stesso, come un vortice contenuto, mantenendo la scrittura precisa, fisica e di una visuale continua e lineare.

Quello che ridonda nel romanzo e il concetto del passato narrato mettendo in evidenza i caratteri dei diversi personaggi; ciascuna memoria degli atti compiuti non è mai abbandonata e lentamente citandola fa uscire le reazioni impulsive e misteriose, dove le contraddizioni sono suggellate attraverso i diversi epistolari che incalzano con dovizia di dettagli e cambiamenti. Appaiono le diverse lotte fatte su il filo sottile di un gioco costruito da strategie e intuizioni.

Le vicissitudini di Romayne non sono terminate; nella sua vita s’insinua l’ombra nera del padre gesuita Benwell, determinato a restituire Vange Abbey alle proprietà ecclesiastiche e a infoltire le schiere della Chiesa cattolica convertendo il protestante Romayne.

Il lettore di questo romanzo entra subito nella storia e si ritrova in questo vortice che si muove continuamente, senza essere lanciato fuori  dai vari dislivelli; è  come in un movimento centrifugo impercettibile finché nel finale ci sarà una quiete apparente. La forma narrativa di questo romanzo assume la modalità di far salire il lettore in una scala chiocciola che sembra non portare a un reale epilogo finale.

“La bellezza della legge sta nel fatto che essa può mettere in discussione  qualsiasi affermazione  da parte di un uomo, in qualsiasi circostanza, e sotto qualsiasi forma essa venga resa” Wilkie Collins.

https://fazieditore.it/collana/le-strade/

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *