Cibo, Ricetta dello Chef
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La verza farcita

alt="Paola Ricci"

Senza nessun indugio e senza esperienza di come disporre la verza farcita, decise che era meglio riposare, e il cuoco Auguste Escoffier andò a riposare, nell’abitazione sopra alla trattoria della

sua zia a Nizza. La verza che aveva preso al mercato del mattino proprio davanti al mare odorava di fresco e quelle larghe foglie verdi che andavano a degradare di un colore sempre più chiaro stavano cosi strette tra loro che sembrava una sfera magica e morbida che poteva soddisfare ogni piacere. Auguste voleva fare il cuoco perché le forme del cibo gli ricordavano che il sapore e i profumi li potevi riconoscere anche ad occhi chiusi,  toccando con le mani queste forme era come giocare a mosca cieca con i bambini di scuola nel cortile della scuola.

 

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Passeggiata a Nizza

Aveva promesso di preparare un pasticcio di verdure, senza usare la sfoglia della pasta all’uovo, ma solo il sapore dolce di verza e lasciare che la sua morbidezza nella cottura avvolgesse la farcitura scelta. Cosa, voleva mettere Auguste dentro tra uno strato e l’altro di morbida e ondulata superficie verde?

 

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Raccolta dall’orto

Egli voleva che i colori  fossero uniti tra loro, quella sarebbe stata un’arte di disegnare e dipingere col cibo e  si sarebbe formato un equilibrio di luce e ombra sapori dolci e sapori profondi di pregnante amaro salino e di aromatico pensiero da viaggiatore.

 

alt="Paola Ricci"

La verza farcita
Paola Ricci©Photo

L’alloro, sacra al dio Apollo, la Menta legata all’immagine di “Myntha” ninfa di una straordinaria bellezza, l’orzo che non conosce ancor bene la sua origine tra le grandi civiltà Cinesi ed Egizie e dei Sumeri, l’oliva verde che posta in salamoia mantiene la morbidezza dei tanti intercapedini, tra una onda e l’altra delle foglie di verza unita infine anche dai capperi che cresciuti nelle piante che si aggrappano alla terra o alee pareti dei muri rilasciano posti in aceto bianco quell’asprigno sapore di fresca aria marina addolcita dal sole.

 

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La verza farcita
Paola Ricci©Photo

Auguste scivolava tra una foglia e l’atra di verza poste in una casseruola, le cascate di questi colori e sapori come fosse un gettito di amore su una terra verdeggiante e quello che non poteva mancare era il sole dato dalla polvere dorata di curcuma che si spargeva, con vaporosità, tale che sembrava la cipria di bellezza su un viso prima della festa.

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La cucina

Allora le spalle si piegarono per infornare la casseruola nel forno che lentamente avrebbe cucinato gli strati di colori e di dolce sapore quando una mano delicata si pose sulla sua nuca, le dita leggere avevano un profumo intenso di latte di cocco quello che Isabelle aveva toccato sul tavolo della cucina che era leggermente traboccato dalla casseruola di Auguste.

 

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La verza farcita
Paola Ricci©Photo

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