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La variazione del verde

“Quelli che badano tanto alla distinzione, sono sempre in grado di capire ciò che è veramente distinto? Si va cercarla sulle nuvole o sotto terra quando, a volte, è a portata di mano” Vincent Van Gogh.

Se osserviamo un “semplice” prato verde, si può non solo intendere, come la vista di un incontro della quotidianità in una passeggiata anche cittadina, ma di una completa contemplazione spirituale ?

Quello che cattura è l’affascinazione che l’occhio subisce dalla bellezza del colore esteso sulla terra. L’osservazione è appagamento, gioia, Kandinsky parla di un vero e proprio ”buongustaio che gusta con squisitezza”; egli continua a scrivere con questo senso del gusto e del cibo dicendoci, “ l’occhio viene stuzzicato, come lo è il palato da un cibo piccante.”

 

Paola Ricci © Photo

Paola Ricci © Photo

Il verde è un colore che come il blu rimanda a una sensazione di quiete e riposo. Allora la vista del colore non è collegata solo al gusto, ma ad altri sensi e così il verde cromo può dare sensazioni di “ruvidezza”, ci dice Kandinsky nello “spirituale nell’arte”. Egli usa termini come fluido, compatto, anche se il pennello li stende con la stessa norma sulla tela o sulla carta.

 

Paul Cézanne, Mont Sainte Victoire

 

La scelta del colore da parte dell’artista non deve essere determinata e usata per la sua presenza in natura, ma perché “è necessario nel quadro”. Poi sintetizzare tutto con il colore è un’aspirazione che pochi artisti hanno potuto toccare.

Questo è il passaggio che compì Cezanne e che poi farà avanzare nel cubismo, è quello della “sintesi” tra visione e coscienza. I suoi paesaggi sono dominati da “superfici” di verde con infinite tonalità.

 

Paul Cézanne, Mont Sainte Victoire

 

Così nelle pitture, con soggetto il “Mont Sainte-Victoire , sono realizzate in momenti diversi, dove le variazioni del verde e del blu proiettano paesaggi simili, ma sempre diversi; egli ci lavorò per oltre 20 anni, arrivando a definire il colore “biologico”, come un sostanza “viva” di gusto e deteriorabile nel tempo.

Siamo nel sud della Francia e il massiccio montuoso viene dipinto come se la materia fosse un unico passaggio tra la terra e la vegetazione insieme alla roccia. Il verde e il blu si mescolano e i passaggi sono variazioni a tema unico, la “visione” scopre che i diversi livelli di colore sono dipendenti tra loro in una simbiosi “compositiva”.

 

Paul Cezanne, Mont Sainte Victoire and Château Noir

 

Se la variazione del verde diventasse la nostra possibilità di perderci, allora non potremmo delimitare nessun bosco, nessun prato e nessuna radura; potremo solo perdere il peso corporale e lasciare che i diversi livelli fluttuano come una trama unica e fitta, ma attraversabile. L’ossessione dell’artista nel dipingere lo stesso soggetto è solo la magia che  cattura la Natura e nel momento più rigoglioso, l’estate, in cui il verde si espande si dilata nel corpo di ciascuno che lo ammira.

 

Paola Ricci © Photo

Paola Ricci © Photo

“Singolare è il sentimento della durata
anche alla vista di certe piccole cose
quanto meno appariscenti, tanto più toccanti” P.Handke

 

 

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