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La variazione del rosso

“Noi trasciniamo ciò che possiamo, ma poi quello che pulsa di più è quello che nascondiamo a noi stessi”.

Sembra che il colore assuma le variazioni perché la tinta si modifica con la presenza della luce; tutti i colori sono soggetti a queste “mutazioni” …..per poi tornare, quando la luce si trova a mezzogiorno e incide perpendicolarmente sull’oggetto, a tale tinta.

“L’occhio richiede una totalità e serra in se stesso il cerchio del colore. Nel violetto richiamato dal giallo sono racchiusi il rosso e l’azzurro; nell’arancio, al quale corrisponde l’azzurro, stanno invece il giallo e il rosso; il verde infine riunisce azzurro e giallo e richiama il rosso e gli stessi rapporti valgono tra le sfumature delle mescolanze più diverse” J.W. Goethe

 

La variazione del rosso ©

Paola Ricci © Photo

 

La complementarietà che avviene in pittura è diversa per quanto riguarda quello che avviene nella luce. Così nella luce i colori complementari si sommano per dare un colore neutro grigio-bianco e avremo per esempio che al rosso si oppone l’azzurro; mentre nei pigmenti avremo un’azione sottrattiva, cioè mescolandosi i due colori del miscuglio filtra (elimina) delle componenti della luce incidente e riflette la rimanente.

Allora avremo che al rosso si oppone il complementare pigmento verde; conoscere i complementari in pittura permette di controllare il grado di saturazione di un colore.

Però il “desiderio” di sentire le variazioni del rosso è più forte che rendendo il grado di saturazione un elemento variabile utilizzando il suo complementare.  Il complementare non solo si mescola per variare il rosso, ma può essere lì presente per segnare il movimento. E’ quello che avviene nelle vesti della danza del quadro di Nolde; le candele soleggiano come torce nel turbinio di quei corpi che si contorcono col rosseggiare dei confini di quelle figure ormai irrefrenabilmente mosse dall’energia che sprigionano i passaggi repentini tra rossi , arancio, cremisi e vermigli densi e pastosi dove Emil Nolde non può che farsi trascinare anche lui o meglio trascina la larghezza del pennello intriso di colore d’olio come fosse un girare un mestolo di gusto. Volteggiano i capi delle danzatrici, le vesti sono un intervallo cromatico rispetto all’abbagliare dei colori rossi che si sprigionano attorno al giallo spumeggiante delle candele accese ai loro piedi che sfiorano il calore di quelle luci che come magia sono capaci di tinteggiare l’atmosfera come un “infernale” musica di sovrapposizioni cromatiche.

 

Emil Nolde, candle dancers

 

Il movimento del corpo può inondare come un fiume che passa, sembra che si mescolino tutti i  fluidi dal bordo  fino alla   profondità del letto del fiume; come la tensione dei muscoli della schiena e poi scende verso le gambe. Tu non ti puoi fermare a quel ritmo lascia una fessura attraverso quel spiraglio; puoi vedere le gocce di sudore illuminate dal pulviscolo della luce notturna arrossata dal sole calante e da quella lampadina fumosa e bassa che ingialliva l’atmosfera.  Il colore delle tue labbra erano più rosse che mai con un pizzico di riflesso che lasciava trasparire il sospiro di quello che avrebbe pronunciato la tua bocca. Il cocktail era sul tavolo ambrato, con il Ruhm che lasciava che i rossi dorati spiccassero sulla sua mano forte e dura, la stava toccando proprio sotto le scapole ed era solo possibile sentire  il tasto sul pianoforte che si muoveva come le sue dita sul morbido letto lasciato dismesso su cui si erano appena alzati.

 

 

Tira e rilascia tirandolo,

molla come monca è la mia bocca,

che senza posa si sposta sull’albero della sposa

che si era mossa prima di mordere la veste mossa.

Il vento sopraggiunge il capo caduto nell’acqua mossa

sotto la gonna rossa di sangue mosso dal morso amata

nell’unica giornata ricorda in quella vita smossa e dorata..

Scivola, scivolando la veste mossa sul ponte della giostra,

lei sale la notte prendendo l’aria che le sfuggì la notte stessa della stella storta.

 

Martin Geier ©

Martin Geier ©

 

 

 

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