Concept, Filosofia, Fotografia
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La pioggia dipinge

“…O pioggia silenziosa che gli alberi amano
 e sei al piano dolcezza emozionante:
da’ all’anima le stesse nebbie e risonanze
che lasci nell’anima addormentata del paesaggio!
” Federico Garcìa Lorca.

 

Martin Geier © Photo

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Il colore viene “fissato”, come dice J.W.Goethe, quando alcuni oggetti diventano solo materia colorante. Avviene maggiormente nel regno vegetale, il colore, si fissa su se stesso; la proprietà colorante è concentrata in stati di fermentazione e putrefazione che si fissano nuovamente su altri corpi, così nel regno minerale si distende sulla terra e sui calcari di metallo. Poi arriva la luce per “mescolare” e se il fascio attraversa i vetri avviene un’azione che può essere definita infinita.

 

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La luce che si posa sui vegetali e le piante li rendono attivi, mentre nell’oscurità tenderebbero al giallo se non a diventare bianche.

 

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Che cosa è che ci permette di guardare un evento della natura come la nascita della forma colorata ? Forse è sola opera degli artisti e dell’Arte in sé?
L’artista  fa proprio del  guardare come fosse cibo per il vivere, ma quello che non può prevedere, è come la natura nei suoi eventi cambi questo nutrimento, improvvisamente, come se il gusto non possa essere scelto, ma solo vissuto nell’attimo in cui avviene.

“L’artista passa, attraverso stadi di pienezza e di svuotamento: in ciò sta il segreto. Vado a fare una gita a Fontainebleau, mi prendo un’indigestione di verde. Il verde sarà la sua tonalità dominante. Il pittore dipinge per liberarsi dei sentimenti e delle visioni. “Picasso

 

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Così la pioggia arriva annunciata o no scende dal cielo e ti cattura immediatamente più della luce stessa che ti permette di passare dall’oscurità al chiarore.

Sembra così liberatorio poter camminare sotto la pioggia lasciando che il proprio corpo sia bagnato e  possa sentire sotto i piedi il contatto con la terra intrisa di liquido fresco.

Poi diventando adulti c’è negato questa gioia in questa sensazione ed è invece travasata l’idea di essere intrisi di freddo e di sporco. Arriva la melanconia che si distende come una cortina sulla nostra pelle mentre da bambini si sentiva solo la freschezza del colore della pioggia come fossimo di colpo stati dipinti d’infiniti azzurri e cerulei sul nostro corpo.

Il cielo diventava una tela che in controluce faceva risaltare ogni singolo punto dell’acqua, uno vicino all’altro e non restava che rimanere avvolti in quelle pennellate che scendevano dal cielo.

 

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