Cibo, Ricetta dello Chef
Leave a comment

La noce / Il gusto della natura

alt="Pane"

Sembra che la costruzione delle forme nella natura sia la conseguenza di casualità, invece spesso racchiude la bellezza di design naturali e irripetibili.

I disegni del mantello delle zebre sembrano tutti uguali tra loro, questo per un occhio umano distratto che non comprende che invece sono tutti diversi perchè la madre possa riconosce il piccolo tra tutti quelli della mandria.

Della noce , “la ghianda di Giove”,  stiamo mangiando il seme e non il frutto dell’albero, il “gheriglio”, con la sua pellicola che imbrunisce quando diventa matura.

alt="Noce"

Noce , Paola Ricci©Photo

E’ diviso in quattro lobi separati da un tramezzo membranoso che nel tempo si secca e s’indurisce. La forma ricorda vagamente il cervello, tanto che la noce è stata definita fin dai tempi antichi il frutto “cerebrale”: nel ’500 il medico Paracelso prescriveva questo frutto per risolvere i disturbi mentali, dal semplice mal di testa fino alla pazzia.

Allora il cervello e il seme di noce se si assomigliano nella forma, questo incuriosisce la mente?

Noce

La sua simbologia sembra precludere l’impossibilità di racchiuderla in una forma semplificata, come se l’occhio cercasse il capo da dove il disegno è iniziato. Il cervello è un organo del pensiero e come tale va nutrito di elementi come fosforo e il magnesio, stimolanti dei neurotrasmettitori, e indicate per recuperare le energie mentali in caso di stanchezza ed affaticamento.

 

alt="Pane"

Pane con olio.
Paola Ricci©Photo

alt=Pane"

Pane e ricotta
Paola Ricci©Photo

Se una pioggia di gheriglio di noce su una distesa di ricotta bianca ricoprisse i crostini di pane prima cospargela di olio extra vergine di oliva, avremo l’unione di colori bruciati caldi come il marrone e ambrato giallo con il bianco nevoso di ricotta di pecora che profuma di albeggi rinfrescati dopo la pioggia. Il pane affettato in piccole lune e abbrustolito al calore fievole di una fiamma, non del tutto addormentata, rimane leggermente morbido dopo il passaggio dell’olio d’oliva prima di stendere sopra la ricotta di pecora.

 

alt="Pane"

Pane ricotta e noci
Paola Ricci©Photo

Allora il sapore in bocca è quello della preparazione furtiva, dove scivola nella gola in un pomeriggio di pausa dopo una corsa in bicicletta. Tutto sembra veloce quando si vorrebbe raggiungere quella spiaggia sottile nel sud della Francia, allora il vento marino lascia il salmastro sulla pelle e la mente si riposa aspettando che arrivi la seconda marea e ella possa bagnarsi i piedi quando la bocca è cosparsa di cremosa ricotta.

 

 

 

 

Facebook Comments
Filed under: Cibo, Ricetta dello Chef

by

"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *