Arte di scrivere, Filosofia
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La Natura / Leopardi filosofico

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Per comprendere il significato del concetto di Natura in Leopardi bisogna fare un salto indietro nel tempo e rivedere il “rapporto “ che esisteva tra NATURA e RAGIONE nel settecento.

Leopardi ne farà proprio studio soprattutto negli anni che vanno dal 1818 al 1821.

Rivediamo per un attimo in Rousseau il rapporto Natura e Ragione.

Egli partì dalla polemica contro la civiltà corruttrice vagheggiando lo “Stato di Natura” in cui rivalutava la genuinità dell’uomo e della sua individualità e le sue particolari inclinazioni.

Questi aspetti potevano essere sopraffatti dall’azione della società civile contemporanea che non si adoperava a valutare il “SENTIRE” , non in ambito dell’intelligenza e del raziocinio, ma nell’ambito della spontaneità.

 

Il Cambio della stagione
Paola Ricci©Photo

Ecco che la Natura è sentita da Rousseau come una ‘entità con la quale entrare in comunione e nella quale realizzarsi. L’IO penetra nella Natura, luogo puro, e riscopre la sua identità. Avviene anche un ribaltamento della concezione sulla NATURA nella cultura stessa illuministica, cioè la NATURA non è più vista come un meccanismo relegato da leggi fondamentali.

Se la NATURA è il luogo puro in cui l’uomo si dovrebbe immergere, essa rappresenta automaticamente l’unico BENE della nostra società moderna. E’ una entità primordiale che si è mantenuta tale con il passare del tempo, mentre la RAGIONE dell’uomo con il passare del tempo ha dato origine al male è ha impoverito gli animi degli uomini.

La Natura è buona

La Ragione corrompe

Se l’uomo moderno è così, cioè ottuso, egoista e infelice, privo di sensibilità è colpa della ragione. Gli uomini dovrebbero rivolgersi alla natura per prendere realmente coscienza di quello che sono.

 

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La Natura
Paola Ricci©Photo

La ragione per sua “natura” ha scacciato dal contatto con l’uomo:

l’immaginazione

il mito

l’illusione

la poesia

La natura è grande mentre la ragione è piccola.

L’azione della Ragione sull’uomo si collega anche al concetto, che sarà presente in Leopardi, del  suo anti spiritualismo. Egli rifiutò ogni evasione religiosa che potesse creare nell’anima dell’uomo un semplice piacere. Le cose materiali non provocano niente nell’anima dell’uomo perché non è la realtà che deve beneficiare l’uomo, ma la conoscenza del proprio Spirito in un rapporto ad un’altra grossa entità e cioè DIO. DIO come unica realtà da amare e sentire incondizionatamente, ed a questo si oppone, per Leopardi, un altro SENTIRE:

“ i piacere dell’uomo è infinito, ma è di ordine materiale come la Realtà è infinita” Bruno Biral.

 

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La Natura
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Da questo scaturisce una valida spiegazione per una sua avversione alla filosofia idealistica. La Natura è lo strumento con cui “agire” violentemente lo stato attuale sociale. La Natura avrebbe fornito all’uomo due tipi di disposizioni, ad essere qualità legittime e poter essere qualità illegittime . Egli rifiuta la visione meccanicistica della natura perché solo il poeta può studiarla e con la forza dell’immaginazione coglie i legami profondi della natura. L’epurazione anti razionalistica dovrà alla fine risultare perdente, il rapporto natura e ragione si capovolge per assumere questi aspetti:

La RAGIONE / strumento della consapevolezza l’unica che da dignità e forza morale all’uomo soprattutto se la verità conquistata è dolorosa.

La NATURA / perde il suo schema provvidenziale e abbandona l’uomo al suo destino per diventare cieca ed inesorabile.

 

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Il cambio della stagione
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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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