Concept, Filosofia, Fotografia
Leave a comment

La nascita

Lasciamo far nascere i pensieri come nella natura nasce la vita, permettere alle forze vitali di esprimersi e così avremo il nostro corpo in sintonia con la psiche. Sintonia, perché i movimenti non sarebbero…. contratti e bloccati come una cremagliera d’incastri, ma si aprirebbero al mondo. Avremmo che il corpo si muoverebbe con quella flessuosità e sensualità di un fiore che lascia lentamente  i suoi petali siano mossi nell’aria. Quello che la natura contiene inizialmente, poi lentamente  apparentamene casuale, si dispiega nell’aria.

Le domande che ci poniamo o meglio quello che si ricerca di capire è per andare verso la scoperta della bellezza o per perseguire percorsi che sottintendo la verità ?

La nascita intesa come messa al mondo di un genere vitale dovrebbe percorrere la strada della verità, portarci in una direzione estetica che la manifesti; ma la bellezza cosa è ?

Forse quello che diceva la romanziera irlandese Margaret Hungerford “ La bellezza è tutta nell’occhio di chi guarda” e anche come aveva detto Lucrezio due millenni prima “ciò che per qualcuno è cibo per altri è veleno”.

La nascita è un atto che travalica il “giudizio” e si pose nell’andare oltre a quello che “GIA’ ” esiste per manifestare quel senso del bello universale. Allora la nascita può essere non solo circoscrivibile nell’atto avvenuto in un preciso e unico momento temporale, ma entrare in quella della cultura della discontinuità e della dimenticanza che ti permetta di “nascere” nella mente più volte. Gli artisti lavorano molto in tale direzione realizzando opere che si “installano” in un momento per poi sparire alla fine dell’happening, alcuni artisti lavorano proprio nella “distruzione” materiale di un’opera che occupa uno spazio maggiore di quello disponibile e che non possono che essere smantellate in pezzi perché non potrebbero uscire dallo spazio costituente.

 

Kilian Rüthemann

Paola Ricci © Photo

 

Come Kilian Rüthemann che ha realizzato dei “muri” di mattoni all’interno della fondazione Memmo per poi “distruggerli” a fine della mostra o come l’istallazione di Christo sul lago di Iseo. Sono le sculture dello spazio che invitano la natura a esigere il proprio tributo e a rilevarci la transitorietà della vita di ogni genere presente su questo pianeta.

 

Martin Geier ,photo ©

Martin Geier © Photo

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *