Arte di scrivere, Viaggi
Leave a comment

La foresta Mercadante / Les années de pèlerinage

alt=" Foresta di Mercadante"

Aux cyprès de la Villa d’Este, No 2

Pesante il peso pende dal petto,

pesando sul mento passa;

non devi allontanarti aspetta che avanzi e rimbalza, rimbomba sul

pensiero che viene per non pesare.

Aspetta, aspetta a rinfrescarti la fronte quando sei ancora addormentato

così lontano da te il peso si deve alleggerire, deve sparire.

Guarda sopraggiunge, avanza lentamente come gocce di ghiaccio sciolte nei tuoi palmi

risvegliati sciogliendo il calore,

con sorpresa e sopraffazione non lasciare la terra umida accolta nel riposo,

ma abbracciala con stupore affondando le mani più forte che puoi,

avanza solcando i grumi del terriccio morbido.

Alzato guardi te stesso come una sfinge di emozioni ferme,

il passo di nuovo si alleggerisce e diventa di nuovo impalpabile sottile

come un filo di rugiada che si allunga e si stende tra un ramo e l’altro.

 

alt=" Foresta di Mercadante"

Foresta di Mercadante
Paola Ricci©Photo

 

La foresta Mercadante consiste nell’essere una foresta artificiale, voluta nel secolo scorso per cercare di arginare le frequenti inondazioni che colpivano la città di Bari causando morte e distruzione. Fu nel 1928 che si iniziarono a piantare le conifere, in quanto essenze che promettono una crescita veloce e pongono le basi per lo sviluppo delle specie autoctone di latifoglie . Quello che si respira adesso è la molteplicità dei profumi e delle forme degli alberi che come ricami nell’atmosfera sono proiettate verso la luminosità del cielo. Ergersi per le piante è la necessità di vita e muoversi in questi”edifici naturali” è la pienezza dello spirito che non ha solo bisogno di ossigeno, ma di liberarsi di vincoli inesistenti.

alt="Foresta di Mercadante"

Foresta di Mercadante
Paola Ricci©Photo

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *