Cinema, Concept
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La finestra sul cortile

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Quando guardiamo un film cosa è la prima cosa che focalizziamo?

Il movimento?

La composizione visiva?

Il ritmo?

La definizione di “Pure Cinema” l’ha detta Hubert Revol, filmmaker, sui documentari:

“Documentary must be made by poets. Few of those within French cinema have understood that in our country, we possess innumerable elements and subjects to make, not just insignificant ribbons (of film), but splendid films lively and expressive… The purest demonstration of pure cinema, that is to say of poetry which is truly cinematographic, has been provided us by some remarkable films, vulgarly called documentaries, particularly Nanook and Moana”

Revol chiama in campo i poeti per realizzare un documentario.

Per Alfred Hitchcock “Pure Cinema” è vedere la “relazione” fisica tra suono, movimento, ritmo e immagine. Nei suoi film sembra di stare a contatto con la scena, esserci dentro mentre la macchina del regista si muove. La scena è una narrazione, dove gli attori possono anche non parlare, non emettere nessuna parola, ma l’immagine diventa la “poetica” del movimento della macchina da presa.

 

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La finestra sul cortile ,
Paola Ricci©Drawing

Tutto viene detto per sapere, dove ci troviamo, chi sono gli eroi e perché sono in una particolare situazione. Alfred Hitchcock è il maestro del montaggio, del punto di vista,  del Close up e infine del suono. La sua camera da ripresa ha dietro gli occhi dello spettatore e con la sua curiosità si muove nello spazio circostante.

“To me they are what I call photographs of people talking”. “There’s no relation to the art in the cinema”. Alfred Hitchcock

Nel film la scena iniziale di “La finestra sul cortile” “ Rear Window”,  è costruita con gli occhi dello spettatore che si guarda attorno e muove la cinepresa.

Cosa si vede fuori dalla finestra?

La sequenza mostra il luogo dove avverrà il crimine?

 

 

Il suono da sottofondo ha la sonorità della musica da ballo, accompagna tutta questa sequenza che gira a trecento sessanta gradi e fa vedere  tutte le finestre che si affacciano sul cortile. Ormai siamo lì nel luogo, in prima fila, dentro la scena e niente ci sposterà da li e incalza la musica che ricorda George Gershwin.

Arriva la prima inquadratura del nostro eroe, ma solo la sua fronte sudata, non abbiamo ancora un’idea di come si trova, sembra disteso, ma non sappiamo perché, immaginiamo che stia riposando. L’occhio continua a vedere la gente nei vari appartamenti che si svegliano o che incominciano la giornata. Poi come una narrazione si torna sull’eroe e l’occhio incomincia a scivolare sul suo corpo e finalmente si comprende che ha una gamba ingessata ed è addormentato su una sedia. La cinepresa “narra”  una storia,  le immagini  continuano  costruire la composizione a scivolano insieme alla musica gli oggetti di casa, la macchina fotografica, le foto e come in un teatro i personaggi hanno il loro copione.

Cosa avverrà  ? Ormai non serve più muovere la testa perché lo spettatore è parte attiva della scena del crimine non resta che viverlo in diretta.

 

 

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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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