Architettura & Design, Fotografia
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La contemplazione / IV

Cercare il luogo da contemplare è un’attività che  è facilitata dall’immagine del paesaggio che si presenta o è una dimensione che va educata ?

La Contemplazione va educata e assimilata con tempi lunghi, non si può insegnare a contemplare se non si ha compreso una dimensione fisica al di fuori del proprio corpo.

Questo luogo sta al di là della forma così come quel mare nella foto è al di la di una banchina svuotata che per attraversarla devi porre attenzione a dove poggi i piedi se no cadrai nell’acqua.

Gli elementi si pongono tra il punto di visione e il soggetto osservato. L’occhio rimbalza sui diversi punti come se dovesse trovare terra dove poggiare lo sguardo e andare avanti per poi tornare indietro e sentirsi pieno e arricchito di quella visione.

 

La contemplazione Paola Ricci©Photo

Così si è presenti davanti a uno paesaggio costruito con elementi posti su diversi livelli, più si va in profondità separandoli come quinte di un teatro e più si educa la propria capacità di osservare.

Calvino nelle sue “Lezioni  americane”,  scriveva a proposito della Visibilità: “Penso ad una possibile pedagogia dell’immaginazione che abitui a controllare la propria visione interiore senza soffocarla e senza  d’altra parte  lasciare cadere in un confuso, labile fantasticare, ma permettendo che le immagini si cristallizzino in una forma ben definita, memorabile, autosufficiente, icastica”

L’immagine che descrive , ritrae i tratti essenziali, il concetto con immediatezza ecco quello che il paesaggio contemplato  va cercato  e  ammirato. Scegliere di stare in una dimensione di osservazione è anche  voler distaccarsi  dalla confusione, dalla folla per poter cogliere quel punto di vista che riempie il vuoto sempre pronto che il corpo permette di riempire.

 

La contemplazione Paola Ricci©Photo

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