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Jannis Kounellis / Fondazione Prada.Venezia

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Ancora per alcuni giorni alla Fondazione Prada di Venezia,è in corso la prima vasta retrospettiva così coinvolgente ed esaustiva dell’artista Jannis Kounellis, dopo la sua scomparsa nel 2017.  La mostra si svolge nel Palazzo di Ca’ Corner della Regina, sede veneziana della fondazione e si concluderà, il 24 novembre 2019.

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“Jannis Kounellis” A cura di Germano Celant Fondazione Prada, Venezia 11 maggio – 24 novembre 2019 Foto: Agostino Osio – Alto Piano Courtesy Fondazione Prada Jannis Kounellis Senza titolo, 1992 ferro, juta, caffè

La mostra si sviluppa sui diversi piani del palazzo, con un percorso che è una specie d’innalzamento vertiginoso della poetica e concretezza di un artista che nel suo girovagare per diverse terre di espansione, gettava la sua poetica e il suo fare con grande concretezza e determinazione. Egli lascia non solo agli altri parlare di se, ma prendendosi quell’ardire sonoro di parlare della sua arte e del suo rapporto con altri artisti. Trovo molto interessante la presenza di filmati inseriti nella mostra, in una sala adiacente alle scale che inframezzano il salire dello spettatore verso il primo piano.

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Jannis Kounellis Senza titolo (Tragedia civile), 1975 muro ricoperto in foglia d’oro, attaccapanni, cappotto, cappello, lampada a petrolio Alla Fondazione Prada a Venezia . Paola Ricci@photo
Jannis Kounellis Senza titolo, 1972 Cappello di feltro grigio con corona d’alloro in oro Jannis Kounellis Senza titolo, 2004 ferro e cavo d’acciaio Alla Fondazione Prada. Paola Ricci@photo

I linguaggi sono cadenzati dal tempo in cui sono stati eseguiti, ma non per questo lontani sono i collegamenti continui e non tutti esplicabili tra le varie opere. La sua narrazione a volte occorre allo spettatore, ma non sempre l’artista può trovare giovamento nel scriverne una storia precisa. La narrazione che Kounellis effonde nei filmati è sì d’inquadramento storico e formale delle sue opere, ma appare come una determinazione a “esserci” dentro l’opera a prescindere dalla reazione del pubblico, perché la gente possa  “ascoltare”  quello che l’arte non decanta, ma E’.

Già prima di salire sui diversi livelli del palazzo si scorge, in una corte interna, l’opera che assurge a quello che lo spettatore dovrebbe compiere di fronte all’arte compiuta, elevarsi nello sguardo, non essere sempre ad osservare nella stessa postura, “spostarsi” significa consapevolezza di quello che vedo e vederlo in diversi punti del tuo passaggio.  L’opera del 1992 “Senza titolo”, realizzata con ferro, juta e caffè, “sottostà” al luogo come una combinazione biunivoca tra luogo, divento altro, con l’opera che penetra lo spazio.

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Jannis Kounellis. Senza Titolo 1992 ferro,juta e caffè. Alla Fondazione Prada Venezia .
Paola Ricci@photo

Jannis Kounellis partecipa alle mostre e agli eventi che contribuiscono alla esplicazione di quello che è definita Arte Povera.  La percezione olfattiva, per esempio, inizia con il caffè attorno alla fine degli anni  Sessanta, per poi proseguire con gli anni Ottanta con altre sostanze.

L’Arte Povera racchiudeva un gruppo di artisti, ed era un’attitudine, e come dice il curatore Germano Celant della mostra, è : “La possibilità di usare tutto quello che hai in natura e nel mondo animale. Non c’è una definizione iconografica dell’Arte Povera”.

L’attitudine è a usare materiali “poveri”, la relazione tra opera e lo spazio, l’ambiente e l’azione performativa “nel ridurre ai minimi termini, nell’impoverire i segni, per ridurli ai loro archetipi”. Germano Celant.

Così l’opera presente nella corte interna del Palazzo funge da spinta verso l’apertura e incontro al cielo come un edificio inesistente e parallelo fatto da ipotetici “piani” accumulati in altezza, ma  che sono ridotti ai minimi termini per contenere i sacchi, come piattaforme di materia inerme dove il suo peso è annullato e congelato nella forma stessa dell’opera che li contiene. Lo spettatore potrà vedrà l’opera anche a diverse altezze, attraverso le vetrate del palazzo che si affacciano nella corte interna; l’opera è monumentale, ma anche accessibile come fosse una contraddizione di termini.

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“Jannis Kounellis” A cura di Germano Celant Fondazione Prada, Venezia 11 maggio – 24 novembre 2019 Foto: Agostino Osio – Alto Piano Courtesy Fondazione Prada Jannis Kounellis Senza titolo, 2013 ferro, caffè

In un’altra opera, presente in questa retrospettiva, è presente il caffè e il suo odore fanno parte dell’opera lungo la scalinata che porta al secondo piano. “Senza titolo” del 2013, anche qui è l’elemento costitutivo s’interpone tra la sua forma e lo spazio ambientale che l’accoglie, l’artista compie l’azzeramento formale fino a renderla “liquida”,  pur essendo concreta, per inserirsi in contesti diversi.

Quello che stupisce in questa mostra, è come l’alternanza del colore e delle superfici antiche siano perfettamente in sintonia con le opere di Jannis Kounellis; il settecento di Ca’ Corner della Regina con la sua atmosfera calda di rossi di terra e con il biancheggiare di muri e pietre esalta, nelle sale lunghe e rettilinee, l’istallazione degli armadi sospesi dal soffitto diventando un nuovo livello di “vista”.  Gli armadi e i cavi di acciaio incombono sui capi delle persone che probabilmente camminano con un timore iniziale quando entrano nella sala per poi essere catturati dagli specchi presenti negli armadi che rimandano la propria immagine capovolta. Opera del 1993- 2008 dove quello che illumina è l’effettiva non staticità dell’opera stessa che è di materia capovolta.

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“Jannis Kounellis” A cura di Germano Celant Fondazione Prada, Venezia 11 maggio – 24 novembre 2019 Foto: Agostino Osio – Alto Piano Courtesy Fondazione Prada Jannis Kounellis Senza titolo, 1993–2008 armadi, cavi di acciaio Jannis Kounellis Senza titolo, 2004 rotoli di piombo e stoffa

L’altra opera che invece è ancorata alla terra, esprime vita e riproduzione l’opera con la terra, lamiere di ferro e fogli di piombo del 2006.  Ti muovi in modo circoscritto e la stanza ne è riempita solo per il passaggio della camminata attorno a quello che sembra un giardino, ma anche un cimelio di tempo di attesa per quello che potrebbe arrivare.

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“Jannis Kounellis” A cura di Germano Celant Fondazione Prada, Venezia 11 maggio – 24 novembre 2019 Foto: Agostino Osio – Alto Piano Courtesy Fondazione Prada Jannis Kounellis Senza titolo, 2006 lamiera di ferro, fogli di piombo

Questo artista, che si definisce pittore nella sua accezione più larga, perché ciò che delimita un colore da un altro colore è costituito da una linea che se anche può apparire discontinua e invisibilmente non dettagliata , quello che compie il segno di un pennello o di un dito o di una matita è quello che segnare qualcosa che nella memoria si proietta nel futuro come la crescita di una vita e di un’idea.

“I have the mindset of a painter. That’s my identity […] In Greek the word for painter is zōgraphos, which means someone who draws life.” Jannis Kounellis.

http://www.fondazioneprada.org/project/jannis-kounellis/

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