Fotografia
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Istante d’Artista/ Samuele Galeotti

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Oggi inizio la serie degli istanti d’artista, scatti fotografici di Samuele Galeotti; egli ha svolto una ricerca molto interessate su quello che è il ritratto fotografico, dove le persone del mondo dell’arte, nel senso artistico più ampio possibile, sono riprese in un momento di vita quotidiana o in relazione, al loro lavoro sulla materia che praticano o studiano.

Quello che mi ha colpito, nella ricerca di Samuele Galeotti, è la sua capacità di riuscire a cogliere nei diversi personaggi che ha fotografato la loro dimensione più intima quella che a volte la stessa persona rifiuta di accettare e riconoscere come sua, realizzando l’essere “imperfetto” e non “fotogenico” e opponendosi al rifiuto che la mente elabora e nasconde ai suoi occhi.

Il mondo intimo di una persona è come una pellicola trasparente che avvolge il corpo e il viso e spesso l’espressione, che scaturisce sul volto, ha movimenti facciali che sono incondizionati. Il viso si muove in sincronia con i pensieri che scorrono nella mente dell’essere artista. La condizione in cui, scavare in questa intimità, è il lavoro continuo e imperterrito che compie la mente feconda ed inventiva e non è da considerare come una strada diretta alla bellezza conclamata , quella che aggrada l’essere narcisista e che riproduce espressioni del viso “controllate” e misurate in modo da far risplendere una convinzione di vincente e “gradevole” se non “ stupendamente” attrattivo per gli occhi degli altri spettatori.

La bellezza non assume i parametri della soffusa e patinata espressione di gradevole attrazione, Samuele Galeotti scavalca con il suo scatto, fatto con macchine analogiche e in bianco e nero, questo parametro di bellezza che spesso la gente cerca di avere nei loro ritratti e anche altri fotografi costruiscono in un set fotografico, fatto di luci calibrate e fondali perfetti, dove il viso si modella come una scultura tra luci ed ombre e vellutate superfici di pelle luminosa e priva di imperfezione.

Lo scatto di Galeotti è autentico, nudo, diretto e di carne in tensione, perché la produzione dell’atto creativo è quella sottile e continua sofferenza o anche quell’ambiguo e dubbioso potere di scaraventare via ogni verità per tramutare i dubbi in inizi di opere storiche.

 

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Ritratto Paola Ricci – Samuele Galeotti ©Photo

 

Inizio questa serie d’istante d’artista con la mia  figura; due scatti di due momenti diversi della mia vita che però ha qualcosa in comune e che Samuele ha colto, anche per la nostra amicizia che dura da tanto tempo e questo da una possibilità che può aiutare o bloccare nel compiere la scelta dello scatto.

Conoscere a fondo una persona può agire sulla scelta più appropriata, ma anche può portare allo scartare le diverse possibilità e andare verso quella più vista, ma Samuele è stato capace di scegliere quella più coraggiosa, ponendomi in dialogo con l’opera, come assorbita da essa, e poi in un tempo successivo, catturare il mio intimo sguardo verso quell’essere ancor più ignoto che è il cane. L’intimità è data da una consapevolezza che siamo nudi davanti ad essa e non dobbiamo averne paura, ma anzi è quella dimensione che ci può dire come progredire attraverso la paura di quella fragilità.

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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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