Arte, Arte & Opere, Biennale 2019
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Irma Blank (1934-) / I micro-segni

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Se la scrittura non fosse altro che evocare il silenzio dei segni?

Alla 57.Esposizione d’arte della Biennale, questi libri mostrano le pagine con questi micro-segni, ma non fanno vedere la totalità dell’opera, come se si debba immaginare che sotto vi siano altre pagine altri segni e questo nasconderli alla vista, non potendoli sfogliare, sia il destino stesso dell’opera .

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Irma Blank
Paola Ricci©Photo

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Irma Blank
Paola Ricci©Photo

Creare attraverso i libri il passaggio alla non lettura, ma alla segmentazione del segno espresso è una operazione che ricopre il mistero dell’arte, può manifestare e sovvertire la semplicità di una costruzione elementare.

La misurata raffinatezza del segno e del colore sono l’intrinseco messaggio che questi libri posti uno accanto all’altro in una bacheca lunga, in uno spazio che è  una “bacheca ingrandita” e circondata  dagli alberi ai Giardini, esplica la dimensione del contenere il contenuto inespresso. Quando varchi l’entrata e lasci che l’occhio si allunghi nello spazio, quello che aleggia è il silenzio infinito. La purezza del silenzio è proprio il suono segnato in infiniti limiti che vengono superati tra un libro e l’altro e il passeggiare tra di essi è varcare la non lettura.

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Irma Blank
Paola Ricci©Photo

Afferrata la presenza di Heidegger – evocato dal vocabolario che utilizza Blank (casa dell’Essere, esser-ci, nulla, silenzio sono parole sue) – è inevitabile pensare subito al tempo. “La scrittura nasce nel presente, porta con sé il passato e rimanda al futuro. Praticamente è un andare con il tempo”, dice l’artista.

Quello che lei varca non è solo una biblioteca infinita è la biblioteca della sua vita e come se l’artista si preoccupa più di cosa avviene quando respira più che respirare per vivere.

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Irma Blank
Paola Ricci©Photo

“Mi accorgevo che scrivevo ed espiravo. E allora ci ho fatto caso… Ogni segno corrisponde al ritmo della respirazione, cioè scrivere è essere, e vivere. Non c’è più distanza tra fare ed esistere: si fa perché si esiste. E si esiste facendo”. Irma Blank

Ripetizione, respirazione, meditazione sono tutte le sue “trascrizioni” che diventano materia di lettura però non è libero l’accesso a questo testo, occorre che il lettore respiri ascoltando il respiro interno, allora forse quello che vedrà sarà una scrittura decifrabile.

#BiennaleArte2017 #VivaArteViva

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