Scrittura, Viaggi
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Il viaggio del Ranuncolo

“Come dubitare del fatto che viviamo simultaneamente molteplici racconti? Sappiamo bene che in ognuno di questi racconti interpretiamo parti diverse, e che non sempre abbiamo il ruolo migliore.”. Marc Augé.

Riprodursi vestendosi di colore e profumi, è un’arte che compiono le piante con i fiori, gli animali sono portatori anch’essi di profumi e di colori con cui si fanno riconoscere, ma si è persa letteralmente la capacità di catturare il profumo di qualcuno o percepire un cambiamento di colore nel viso, di stupore o rabbia.

Il calice e la corolla  si mischia nel  colore o appaiono separati, sono un connubio di contrasti equilibrati. Il linguaggio dei fiori ha origini molto antiche e dobbiamo andare indietro nel tempo quando nell’800, gli allestimenti floreali erano impiegati per esprimere le “sensazioni” perché pronunciarle non era permesso.

Si sono dimenticate tutte queste “sfumature” di comunicazioni e si sono dileguate nell’aria e a volte i fiori sono chiusi in trasparenti muri che non permettono di percepirne neanche l’odore.

Così  abbiamo che il Lillà simboleggia le prime emozioni d’amore e l’iris  il messaggio inviato.

 

Lillà

Quale è l’origine di questi messaggi ? Si può andare ancora indietro nel tempo per sentirne il profumo di messaggi, ormai sbriciolati nella polvere?

Il ricordo di messaggi inviati  è come entrare in una camera buia e cercare di acuire lo sguardo per distinguere volumi e colori, poi nell’accendere la luce quello che stavi riconoscendo si stampa come una fotografia nella mente e tu te la porti a passeggio ancora un po’.

 

Paola Ricci© Composizione floreale  di “Ciuri”

“ Guarda la tua camera a tarda sera, quando non si possono quasi più distinguere i colori-e poi accendi la luce e dipingi ciò che hai visto prima, nella semioscurità.- Come sono i colori di un quadro di questo genere a confronto con quelli della stanza semibuia?”  Wittegenstein.

L’attribuzione di un significato simbolico ai fiori e alle piante risale fin all’antichità e nel Medioevo e nel Rinascimento ai fiori si attribuirono spesso significati morali.

Il Ranuncolo è un fiore come altri che ha viaggiato nel tempo e tra le terre che l’hanno accolto. Originario dell’Asia, erano chiamati poi i fiori doppi di Tripoli, dai turchi, e denominati da Apuleio “Erba scellerata”, per il fatto di essere un’erba tossica. I greci invece lo chiamava Ranuncolo Batrachion (significava rana). Il Ranuncolo asiatico giunse in Europa probabilmente durante il periodo delle crociate a cavallo tra il XII secolo.

Botticelli, Primavera

La tradizione vuole che il Ranuncolo bianco sia il dono di Gesù alla madre la Madonna, ma la sua bellezza è data dalla lucentezza che sprigiona come una luce, malinconica e ammaliante che s’incunea in ogni infinito intercapedine tra un petalo e l’altro, desiderando di caderci dentro.

Make me a picture of the sun –

So I can hang it in my room.

And make believe I’m getting warm

When others call it “Day”!

Draw me a Robin – on a stem –

So I am hearing him, I’ll dream,

And when the Orchards stop their tune –

Put my pretense – away –

Say if it’s really – warm at noon –

Whether it’s Buttercups – that “skim” –

Or Butterflies – that “bloom”?

Then – skip – the frost – upon the lea –

And skip the Russet – on the tree –

Let’s play those – never come!

Emily Dickinson, 1860

 

Paola Ricci© Composizione floreale di “Ciuri”

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