Architettura & Design, Biennale 2019
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Il Vaticano/ 10 Progetti Biennale Architettura 2018. II

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Il progetto di Norman Foster è il cammino, attraversare la natura e lo spazio architettonico per raggiungere un altro LUOGO; “vedere” lontano e non fermare lo sguardo su se stessi, ma rivolgerlo verso la distanza che si frappone tra ciascuno e l’infinito. Siamo sulla stessa isola quella di San. Giorgio, l’architetto ha realizzato uno spazio che provoca le sensazioni di spaesamento, allontanandosi da un luogo per raggiungerne qualcosa che non si comprende subito pur incamminandosi all’interno. La struttura è in legno e si confonde con la “foresta” in cui è inserita la Cappella, l’erbaggio potrebbe, nel tempo, conglobare la struttura stessa evidenziando solo le piante.

 

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Norman Foster, Padiglione della Santa Sede,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE,
Paola Ricci ©Photo

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Norman Foster, Padiglione della Santa Sede, Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE, Paola Ricci ©Photo

 

Quando si entra, sembra che il percorso sia quasi rettilineo, invece piccoli spostamenti e angolazioni non evidenti realizzano la sorpresa finale, raggiungere la fine del percorso e vedere la laguna in tutta la sua pienezza.

On a visit to San Giorgio maggiore, close to palladio’s magnificent church and the teatro verde, we found a green space with two mature trees beautifully framing the view of the lagoon. it was like a small oasis in the big garden, perfect for contemplation. our aim is to create a small sanctuary space diffused with dappled shade and removed from the normality of passers-by, focussed instead on the water and sky beyond.” Norman Foster

 

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Norman Foster, Padiglione della Santa Sede,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE,
, Paola Ricci ©Photo

 

Andrew Berman, anche lui ha progettato la Cappella pensando ad un luogo dove la contemplazione è il fulcro implicito nella struttura architettonica progettata; qui però il visitatore può scegliere se addentrarsi all’interno dello spazio o rimanere fuori a contemplare lo spettacolo che ha di fronte.

 

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Andrew Berman, Padiglione della Santa Sede,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE,
, Paola Ricci ©Photo

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Andrew Berman, Padiglione della Santa Sede,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE,
, Paola Ricci ©Photo

La struttura della Cappella ha i due sviluppi importanti che la caratterizzano, quello frontale in larghezza e quello in lunghezza che si contrappone nettamente con una forma triangolare che si conclude con una elevazione quasi raddoppiata rispetto allo spazio prospiciente l’entrata del “portico”. Prevalgono solo due colori esternamente, il bianco e il nero; internamente quello che avvolge lo spettatore è l’assoluto nero sulle pareti che s’incrociano come in un labirinto facilmente attraversabile. All’interno la luce naturale entra attraverso spazi geometrici lasciati liberi come lucernari dove volgere lo sguardo verso l’alto e le aperture di entrata e uscita fanno intravedere la natura esterna degli alberi.

 

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Andrew Berman, Padiglione della Santa Sede,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE,
, Paola Ricci ©Photo

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Andrew Berman, Padiglione della Santa Sede,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE,
, Paola Ricci ©Photo

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Andrew Berman, Padiglione della Santa Sede,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE,
, Paola Ricci ©Photo

 

“Il portico è un posto dove tutti possono radunarsi; un luogo da cui guardare fuori e sorvegliare i dintorni. La panchina all’interno propone un posto, dove sedersi. È uno spazio per guardare dentro, sotto la luce in mezzo all’oscurità.” Andrew Berman.

#BiennaleArchitettura2018 #Freespace

CONTINUA..

 

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